Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <51>
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lJOngKesso :MefMe di Moamu si
tarale, interiorizzando Papera della j*rvotuzìone da farsi secondo i profetici dettami di "Vincenzo Cuoco.
JJ conciò passo senz'altro a svolgere la seconda parte della mia comunicazione.
Ho fatto dianzi il nome del futuro I-Io Carlo Alberto e non a caso, poi che-fra l'aristocrazia liberale di Piemonte e di! Lombardia, che aveva snscitatò i moti del Ventuno e con pari sentimento si cimentava a ripeterli alla distanza di un decennio, tale nome era Punica bandiera nazionale che essa poteva far sventolare con qual­che probabilità di successo, secondo l'opinione divulgata dal geniale esule lombardo Giuseppe Pecchio, in cerio suo catechismo sabaudo edito in vista dei moti dei 'Hie come poco dopo confermarono in. modi;'implicito -Iacopo Bufimi e Giuseppe Mazzini con quella sua celebre lettera ;il Carignano, definita bene a ragione da Alessandro I/rczio come l'ultimo penso affidatogli dei Carbonari.
Così associando ad un tempo il nome dell'italo Amleto con quello di Costituzione, almeno da parte del patriziato e del più eletto liberalismo lombardo-piemontese si ordirono nell'Italia occi­dentale i moti del '31, che dalla Savoia, avrebbero dovuto irradiarsi per tutto il Piemonte ed il Genovesato, giù. in precedenza convenien­temente preparati ad insorgere, a mezzo dell'agguerjÉfeóiieserciiQ sardo e suscitare la sollevazione del Lombardo-veneto dal giogo dell'Au­stria, mentre questa tutta impegnata a difendersi dalla parallela insurrezione dell'Italia centrale si sarebbe trovata nella impossibi-fóta ài reagire ai'Furto- tiravoentie: ÉPÉ Italia, insortH
Riguardo ai principii che informarono questa lategrazione :set-tentrionale dei moti della media Ita-Ma, per non ripetermi, bastili che io rievochi un passo per me fondamentale Ór Pellegrino Rosv il quale dopo essersi con italico compiacimento intrattenuto a fare la storia della cosi detta Società dei Raggi, in certe sue pagine profe­tiche scritte IT. 1829, in tal guisa esprimeva al pari! del Pecchio la sua fede nei futuri destini del Piemonte :
11 Piemonte ha soltanto ancora una fòrza nazionale. La rivalità contro l'Austria, U sentimento che L'Italia ha bisogno delln dinastia di Savoia, la cessazione delle perseenzlonl, la speranza elle 1 voti degli amiti della liberta, potranno nn giorno realizzarsi e lift; condoli ii franca e leale del re de furilo nonno conservato 1 legami tea 11 governo/ w la nazione,, malgrado gli avvenimenti del L ed anche nel cuore del proscritta, il Piemonte è in Eulta il solo governo non istranlero che abbia nna forza inorale e materiale nel tempo stesso, giacche: U