Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; MOTI 1831 ; STATO PONTIFICIO
anno <1932>   pagina <65>
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non pi il come ai miti anticipati tepori della primavera, ma, eoD desiderio eli pugna e con ira veemente e mal compressa, TI teatro tor-na-va alle rappreselitazioni ohe viohiamava.no, trascinavano e infiam­mavano grandissimamente il pubblico. E non feò dell'opera degli opuscoli, accesissimi, a getto continuo. Ne dovevano uscire non si a quanti al giorno. Un fatto impressionante tale ohe il buon Pro-Legato di Bologna, conte Camillo Grassi, fece una Notìficatone apposita, nella quale, l'accomandando ancora calorosamente moe-razione, ragionevolezza e fiéuoia, lamentando un tanto dilagare di stampa- incendiaria, dicova : TI grado d'incivilimento d'un popolo si misura dalle massime che esso esterna, e le stampe, e i senti­menti che per Lui si pubblicano di qual sia guisa, sono ì dati che esso porge agli occhi dì tutti per essere giudicato . 13 continuava : per­chè io non posso riguardare che con amarezza l'abuso introdottosi della divulgazione di tante stampe anonime ohe conturbano la pub­blica tranquillità, vilipendono il Governo, ed oltraggiano i privati , Povero Pro-Legato ! dbe cosa potevano contare più i suoi accorati richiami? Foglietti volanti a stampa e manoscritti venivano affissi alle colonne, sotto i portici, ai muri!, da per tutto. Ed erano altret­tanti Indici sicuri dell 'appassionato ribollimento degli animi in quei dì. Ma. intanto, entravano in giuoco altri fattori. Le truppe a Rìrainl ingrossavano: le Guardie Civiche assumevano un aspetto imponente? vi prendevano parte i reduci di Francia, inacerbiti dalle condizioni alle quali avevano ottenuto il ritorno in Patria ;- ed era voto generale, vivacemente espresso, che non sì dovessero accettare quelle truppe, -prima del conseguimento di savie e stabili istituzioni.
L'avvocato Patnzzì f. f. di generale della Guardia Cìvica st rivolse, con una sua franca lettera, al Bernetti. Si cercavano vie di -riparo. Bologna e Bomagne non sì trovavano d'accordo. Si erano invertite le parti. Era la Romagna, questa volta, ad anelare di misu­rarsi col nemico; e Bologna, più la Guardia Civica dei civili, tem­poreggiava. Finché HÌ convenne, per rfe. d* Congressi delle Magistra­ture e degli Stati Maggiori della Civica:, il chiedere al Sovrano che gli elettori dei Consigli Provinciali venissero scelti non solo dai voti del Comuni. ma anche delle Guardie Civiche, corpi che avevano entrambi l'approvazione sovrana. Si procedette senz'altro a tali nomine. E il 2 gennaio 1832 si riunivano a Bologna, per concertare, anche sulle traccie della redatta istanza, le richieste da farsi legal­mente al Sovrano.
Ma il giorno stesso della riunione dei deputati, arrivò il rifiuto