Rassegna storica del Risorgimento

SOCIET? SEGRETE ; GERMANIA
anno <1932>   pagina <101>
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JTJjf Congresso amiate di Modena 101
Parma, quanto a Modena e a Bologna, di non temere Intervento straniero. Del quale non bisognava preoccuparsi finche -I popoli si fossero affratellati) Uberamente. I popoli avevano il diritto di af­fratellarsi? Senza dubbie*. La liberta Raffratellarsi era nn diritto
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che nessuno ormai, cosi! almeno si riteneva, avrebbe potuto a buon diritto contestare. Ma bisognava osservare lealmente questa libertà, perette gli altri la rispettassero. Violarla, voleva dire autorizzare gli altri a violarla. Voleva dire in altre parole* Colare il principio di non intervento e giusti fteare l'intervento straniero::
Da questa concezione ha orìgine la grande tolleranza che di­mostrano i rivoluzionar! di quésto periodo. Da questa concezione ha pure orìgine il disarmo imposto dai1 bolognesi" ai modenesi a Borgo Panigale ; e il provvedimento che nel parmigiano stendeva Un cordone di guardie nazionali tra i Comuni insorti e quelli! rima­sti fedeli alla Duchessa. Origine identica ha la libertà lasciata ài Governi provvisori di uno stesso stato di collegarsi fra di loro.
In obbedienza al medesimo ordine di idée, non si doveva però procèdere alla fusione dei Governi Provvisori dei tre Stati insorti o lavorare apertamente alla loro fusione. Ma quello che non si do­veva fare pubbUteamenise-, si preparava segretamente. La proclama­zione dell'unione degli stati insorti avrebbe dovuto avvenire a suo tempo, e va sans dire, spontaneamente.
Praticando una tale politica estera, i Governi Provvisori mi­ravano a non offrire alla Francia nessun pretesto per mancare alla parola data, e all'Austria nessun pretesto per intervenire.
Una tale politica, dunque, nella mente dei patrioti, doveva) tener legata là Francia e tenere a freno l'Austria.
Obi credeva in queste direttive e voleva attuare questo pro­gramma erano professori d'università, giuristi e letterati ilnsigni, avvocati principi. ìfron v*è scrittore che metta in dubbio il caldo pa­triottismo di castoro: nemmeno tra coloro che credono di fare della critica storica sopraffina, mettendo in ridicolo la loro onestà senza energia e senza iniziativa, e mettendo in dubbio la loro abi­lità e sensibilità politica.
Qual'è il fondamento di queste oyiiMcléf
Accettato il principio del non intervento è chiaro che bisognava orientarvi ogni attività pubblica. Ma questa non va giudicata so­lamente dalle parole, perchè i fatti sono spesso in contraddizione con le parole, come s'è visto. Di più : è certo che, accanto all'atti-vita, pubblica; dei' patrioti c'è una low attività privata, che appunto