Rassegna storica del Risorgimento

SOCIET? SEGRETE ; GERMANIA
anno <1932>   pagina <102>
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102 A7. CQiitfrewo Sooiale di Modwm
perche violava il principio del non intervento, doveva restai se­greta. ntiQgtfoptwa segréta, più che al 1 ;i distruzione del passato, mirava alla preparazione delj.'avvenire. L'organizzazione militare* per es. : non Mesce a nascondere la sua impronta nazionale par do­vendo restare in un primo tempo nei limiti fissati dal principio del Non-intervento.
Circa la eosidetta ingenuità dei membri di questi Governi Prov­visori, giova ricordare che la Francia continua a ripetere ufficial­mente, fino alla fine del gennaio 1831, flgtlùB farà rispettare <ad ogni costo il principio di non intervento; che ancóra ai primi di feb-braiò'la Francia fa ripetere ufficiosamente le stesse dichiarazioni, <sg cambiamento della politicai francese è visibile soltanto alla fine di febbraio, ossia quand'era già troppo t*di.
E pertanto, in quelle condizioni, il principio di non inteieuto rappresentava per la riolnzioue italiana Puttie Incora di al-vezzai; tJna condotta politicai ie avesse fatto gnadagnar ternp :e ritardMO} seaaon impedito, l'intervento .austriaco, doveva sembrare la più abile.
Tanto più che allora si era portati a sopravahitaa,e la potenza militare dell'Austria. Dopo le sconfitte militari dì BietìI fF marza 18211 e di Novara (8 aprile 182-1L clic ivevano distrutto la potenza militare del regno napoletano, restaurata dal Giurai, e la salda compàgine dell'esercito piemontese, cara seco la re dei Savoia, era avvenuta una vera e propria rivoluzione nello, spirito pubblico, : Bi­cordo, scrive O.; 0attaneo, che i nostri soldati lombardi del Regno Italico guardavano con disprezzo gli Austriaci. Jii, trafiggevanocon motti insolentì;,, arrivavano persino a pestar loro i clL: Avevano bartniti sempre e dappertutto. Oli Austriaci abhassavan gli occhi, tolleravano le contu medie, e soffrivano in silenzio lo spasimo del callo pesto. Si sentivano ila meno, si sentivano i vinti, e se taluno osava impennarsi, correva una sfida, e quell'uno busca vasi una cai* boiata. Ma dopo che costoro sconfissero gli italiani a Rieti e li nmi-Irarono a Novara (1820-1821) si cominciò da quei nostri soldati a nerli in considerazione. E il popolo elle aveva pigliato l'intonazio­ne da essi e ne divise i disprezzi e il sentimento di superiorità, si lasciò cadere le ali (4-2/1,
Né va passato sotto silenzio che a Parma erano numerosi, co*
(tò> c. CAri-ixK.3, WBMK a fittiti Padova, iSalmon. iife jp. 875*876.