Rassegna storica del Risorgimento
BARATTANI FILIPPO ; GIANNONE PIETRO
anno
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1932
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pagina
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130
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130 x I SUffiMgiFtH). HaefaU M Moéàm
mersi il cuore di altissi ino entusiasmo, e anelò ulle redentrici battaglie da cui doveva il impalo italiano uscir libero e forte. Garibaldi stesso confessa di aere in sua gioventù attinto a questo libro gran parte di quel patrio amore che lo ha fatto meraviglioso fra le genti. Oosì gli Amici Editori,: jidhe furono di certo il suo portavoce, neUft ediziou fiorentina del poema, la quale i!éca anche la veneranda efc-tìge elintemcrato putriottàv
Il Mazzini ebbe miglior concetto dell"->;./Ze di Pietro Giiaijncilg che non delle Fantasie di Giovanni Berchet tèi)1,, e mi piace rilevare che nella preaccennata nuova edizion Uorentina del 1S68 riseduta e corretta dal patriotta-poeta, si annota che quando si rivedevano nel 1829 le ultime prove di stampa dell'iJtewZe di Giannone, libraio La Forest di Parigi, che ne fu l'editore, consegnava alla stamperia il manoscritto delle Fantasìe di Berchet. Non è senza ì* resse notare come i due poeti' abbiano differentemente trattato lo stesso argomento. Eppure, benché quasi si ripudi senon gii rinneghi eoo queste parole l'influsso del Berchet, Gnulo Mazzoni Èie i-l tocento (p. 747) parla d'influssi del Berchet e del Byron. e aggiunge che L'Esule del Gl'annone offerse alla sua volta esempio ai poste* riori racconti del Prati. Eppure Domenico Bnliwetti nella sua, Curiosità XX nella rivista Paraviana (1927, p. 9), anche lui accenna agli influssi sul Giannone di G. Berchet oltre che del Foscolo e fM Manzoni e giudica (ma mi pare gratuitamente) che delle pài fiacche dell' Ottocento di .. Mazzoni è dove parla àeV Esule dì P. Giannone (74547 e bibliografìa fe. Ip' e lamenta Éfe ,oeo ioafr tunàto sia L'Esule anche nella Storia della letteraMt'a italiana di Vittorio Rossi, dov'è ridotto: a un poemetto... mentre st tratta di 15 cantal misti di sciolti, di ottave, terzine e metri liraci, tranne il terzo tutto di ottave (*).
Oome in ogni periodo letterario, così anche in quello del nostro Bisorgimetìtov'li;i una folta schiera di scrittori mediocri i quali godettero nel HOMO tempo grande fama e sono oggidì dimenticati; mentre il loro nome dovrebbe essere ricordato o perchè essi diedero esempio di devozione sincera: alla patria e contribuirono con: sacrifizi al suo riscatto, o perchè, i loro scritti', pur non essendo pe difetto,' d'arte veramente durevoli, meritano tuttavia la nostri attenevi NAIIA Peserai, Gli avriUi letterari di Qlìltteppft hiz-vimk Koina-Toi'Iao. Cuna Edilripp Naimi.'ile Roux e Vlarengo, 1904. p. 00 e 60.
>t Aueiie Vittorio Ferrai'! insiste sull'Influsso del Bewiifoe!; indite sua rtifeefc-iYT.'iiurii Italiana mndevim e contemporaneo (Milano; Stoepll, 1911 py- ;il)S>'i