Rassegna storica del Risorgimento
BARATTANI FILIPPO ; GIANNONE PIETRO
anno
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1932
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133
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iftE Vongresm Sociale M Momm 133
nella villa di Fraore, teirca tira al ttumi Parma e Taro*, del conte Claudio Iiitìatà* nlfcfio 5up patriotta parmigiano,: (lÀJtro patiEtia parmigiano d'allora che fu anite ée tòntfione gfeòino Martini) (8)*. Però non è facile capacitarsi come fosse pericoloso e eom-feOJiétttìatfi un p'oclama in latino-, a meno che i soldati ungheresi fossero tanti latin isti1. Su bis*-e un lungo processo, d.uJ quale traspare la perfidia dei giudici bramosi di perderlo; e il .soO; .nobile contegno e la saldezza del carattere. Come il suo glorioso antenato, nella dura carcere. .'Sciriss.e la sua pittai. Pietro Giannone nella prigione di Modena scrive il poemetto lirico Le rtommyvffifàe sul pavimento col carbone, cbe via via cancella. ritenendone le patti nella tenace memoria. U Tribunale che lo giudicò verso la fine del s21, dichiarò non esservi tuogo a procedere contri di iuUv i né voleva che egli rimanesse in Modena, né intendeva rilasciar il passaporto, perchè se n laudasse altrove, Riuscitogli finalmente ad averlo, riparò a Parma, come già, anche suo glorioso antenato;;, donde, saputo che la sua libertà èra di nuovo- in pericolo, fugge, ed eccolo sulla via dell'esilio: Un esilio di ben quarant'amii (il Giusti cantò <he 28 anni il Giana one aveva tribolato, ma egli morì uel 1850 e il Già ri non e nel 1872) e nell'esilio cresce mirabilmente la sua operosità, coadiuvando con somma energia, audacia, abnegazione l'opera degli altri patriotti e la causa della liberta : nonostante1- le calunnie dei malevoli, le miserie della fortuna, le malattie gravi e frequenti. Da Parma fuggì a Marsiglia, poi a Parigi, indi a Londra. In questa città s'industriò, per vivere, a comporre librefcfei -opera ; indi straziato da dolori articolari, tornò a Parigi. M Parigi e a Londra è in relazione intima col Foscolo, col Ravinì (), col Tommaseo, col Mamianì, col Mazzini; amato e onorato dal Lamennais, dal Michelet, dal Giiì-zot, dal Quìnet. KeU 1830 alla cacciata di OaHo X difende animosamente le barricate e ne ha lode nella Storia Universale del Michelet. Diventa uno de* pia fervidi e attivi collaboratori del Mazzini; il
(8) MICHELE LUPO GKOTXE. Il doli. Martini carbonaro ed esule pgfrmìfjmw ln: ali Risorgimento flialiano. Ili (1010), p. 000-1003.
(9) Sul maggiore garibaldino Bovini V. Gius. LETI, ROVI e M Stato Pou-tijlvio dal 184 al 1870. Ascoli, Cesari, voi. 11, p. 280 e sgg. Più oltre, per 11 fervente mazziniano Celestino Antonini v. idem p. HO e sgg. Vedi pure l'Epf-Mario di L. O, Fari-ai a <mru dii L. Bava. (Bologna, Zanichelli) pel Bovini, voJ.m (MCM3Q) . 017 e per l'Antonini, voi. II paaaim. Il nostro Pietro Gian none è ricordato dal Gioberti tra gli Illustri fuorusciti noti per 1 loro versi: V. yrxcEftzo GIOBBBTJ, Epistolario, BJdlalone nazionale a cura di Giovanni Qen-fctfè e Gustavo Balsamo 'CfiÈftfcììi, votene primo, tf. ini. .pirepKC. fòQjtecenl edlt.