Rassegna storica del Risorgimento

BARATTANI FILIPPO ; GIANNONE PIETRO
anno <1932>   pagina <138>
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138 SÉ-Wóngresso SooUtte M Modena
fi tfócfco rilevare; queste righe teetìite del Giannone, perchè atìch'esse attestano la sua non mai smeiifjfa Cosenza fino all'estre­mo di sua vita, ti nei vessi sciòlti // Sècolo dipinge la Francia tal quale gli! apparve a Parigi nel 1833 ed è una requisitoria fieris-sima; èjnel 1868 nella edizione fiorentina ùWWUfle ripete elle-few mamenfg erede anche adesso che tal fosse la Francia, egli amici editori (che sono ir<to, gttì; il suo portavoce) lamentano che il glorioso stendardo della libertà e della indipendenza per poco fiam-Jieggiò nel cielo come labaro sauto e porta tuttora l'impronta delle palle francesi, à testimoniare il grave errore d'un popolo, che, ri­vendicandosi in repubblica, incominciava il proprio suicidio con l'assassinio della repubblica romana! Né fu questo il solo fra i tanti tristi doni chee/fehé l'Italia dallo straniero, in cui forse ciecamente essa troppe volte fidò ! P ne portò la pena.
Ma quanto più si sjferazierebbe e sanguinerebbe ora l'ardente cuo re patriottico di H'efe) (iannone dinanzi! al triste dono della più nera ingratitudine di quello stesQ straniero fratello di sangue e di latinità, latto, sangue non genMtà, ieri compagno d'arme bisognoso e adulatole ;e supplice e oggi per atroce ironia- alleato così costantemente snrretizio e specioso da tradursi con i fatti nel più pericoloso e minaccioso e odioso nemico della gran patria nostra? Ma non divaghiamo con l'indegno oltraggilo gallico; piuttosto ehi era colui che Pietro 'Giannoue onorava de' suoi leali sfoghi e della
in Roma, sé: non che in vece -Sella libertà., non si ebbero che violenze, parti-.gfanerfè* .soprusi e ;Jn talune città:.- ,pine Ancona* uccisioni, anarchia feroce e sanguinosa, Invano. 3 Deputati di Ancona Baldi, P-uìliini, Berretta ine mossero lamento al Mazzini, offrendosi con poche truppe di andare à rimettere l'ordine colà. Essi che videro qualche sicario d'Ancona arrivato a Roma, non stima­rono potere a salvamentostenersl più In Roma. Ma. a onor del vero, il Mazzini -e il fitiSS inviarono Felice Orsini ad Ancona, dove il 27 aprile viene proclamato lo stato d'assedio'.a si procede agli arresti degli ammazzatori: 85, non più. TÈttH torno al numero dei misfatti si esagerò grandemente ed è da credere a quanto. scrive il diligente e sincero storico Ballerino Giangiacomi nella sua Storia di Ancona , Ancona, Fogola, 1908, p. 894. Interessante l'opinione del Preside della città e provincia di Ancona Giuseppe Camillo Mattioli. V. sul patriotta bolo­gnese Mattioli importanti notatele biografiche e bibliografiche di sn documenti inediti (in estratto dall' Annuario 1020-30 del R. Istituto Tecnico Pier Cre-eenzl di Bologna, p. 12) del prof. Giovanni Natali e v. Ercole Gaddl Pepoli, Giuseppe Camillo Mattioli e Gioacchino Napoleone Pepoli (1847-40) In : Saggi e documenti, di Storia. dt?l. Risorgimento Italiano. Bologna, Società Tipografi­ca 1032, p. 42-70. Da vedere ancuoà Ernesto Spadolini, Felice Orsini in An­cona nel 1849, (di sn documenti tratti dall'Archivio Storico di Ancona) nella .rivista La Jiarnupiio, anno IV, p. 467.