Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <151>
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XiJÌ Congresso Sociale di Modena 151
e personali; uè gli odierni sostenitori della teoria dello Stato i'orte e sovrano, vorranno mai ascrivere fra i loro adepti, il Duca Francesco IV di Modena, di esacranda memoria, senza leder1 ogni principio essenziale della nostra rigenerazione politica nazionale, e confondere ad esempio* l'aita personalità del nostro Duce, con quel miserabile!
Errata dunque è questa opinione come quella che il movimento diel 31 sia tutto ed esclusivamente di Modena. Avantitutto, se Mo­dena era il centro del movimento, e la meta principale da conse­guirsi, era pur sempre la sede ducale e quindi il posto più pericoloso O..guanto mai il meno adatto per generare una rivoluzione: il Duca stesso: vi vìveva circondato da una catena di asserviti ai suoi voleri, che aveva legato con formidabili organizzazioni di fatto e di diritto, e con una fìtta rete di interessi reciproci, dai quali non si sarebbe mai così facilmente liberato, anche volendolo, senza incorrere nel pericolo opposto di perdere ogni altra facoltà o la vita stessa.
Di qui una delle prime ragioni come quel movimento insurrezio­nale non potesse originare dal centro, sibbene dalla periferìa e si dilatasse all'esterno di Modena, più a Beggio che. nel Frignano, e più nella bassa modenese che nella montagna; perchè la menta­lità del valligiano modenese, docile e buona, per. sua naturale in­dole, è portata più alla imaginazione creatrice ed impulsiva del suo pensiero, che a restringere la propria azione, entro angusti confini o a limitate visualita; = egli, nella sua esplicazione realizzatrice, non sente né sopporta* intoppi o vincoli di sorta, alla meta, che si è proposto di conseguire; ma va dritto difilatìs dietro ka lumi­nosa della sua ideazione, espandendosi per l'azzurro cielo delle sue vallate, che par proprio non abbiano contine e gì lascino tutta la libertà di vagare sino all'infinito delle sue continue aspirazioni sociali.
All'opposto 11 carattere degli abitanti delle montagne modenese ed appenniniche, in genere, risente nelle sue concezioni, di un in* flusso d'ambiente tutt'affatto contrario all'altro ; più minuto .e,d acuto osservatore della natura e dei snoi fenomeni, che può !0jg-templare dall'alto dei suoi monti, freddo calcolatore della- lon* tana società degli uomini, che passano attraverso alle sne contrade, par quasi restringa la concezione delle sue vedute sociali entro la cerchia delle sue giogaie e non voglia aprire l'angolo visuale di