Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno
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1932
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pagina
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154
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4 JM ì0O;ngrmm Sociale di Modano,
esplicita ed incisiva del Cavour e nel lealismo del nostro Re a-lanttioino.
W storia di ieri come il Duca di Modena invaghitosi della corona d'Italia, secondasse segretamente gli incauti disegni del Menotti e come questi Mei la Sua ingenua affermazione co nudasse in nn figlio dell'Austria, eterna nemica del nome e dell'interesse storico italiano.
E queste ragioni storiche, che Metternieh difese allora, ad oltranza, hanno durato sino a tutt'ieri, quando colla dispersione dell'Austria l'Italia ha trovato finalmente il suo posto adeguai nel concerto europeo.
Ma ogni idea, è stato" detto a ragione, nel suo nascere sempre mistica e fantasticamente poetica: e tale fu nella mente dei nostri grandi martiri l'idea della libertà, e della unitaria indipendenza italiana. Nelle varie tappe che questa idea ha trascorso gloriosamente nel suo aermrsi ed impoisi all'attuazione europea. Ella é passata attraverso a tutìfe le più dolorose stazioni del martirologio ; sin che, perduta la speranza, nel 1831. di calcolare sulle sole e proprie forze, si eultov 'in gran parte, nella dolce illusione che, all'ombra di uno Stato più forte, fosse guidata sicura sino alla vittoria. Triste, fatale illusione, da cui furono inquinati tutti) gli eroismi di quei rivolu-zionarii'I
Quando poi un popolo, così travagliato, confida nel suo sovrano questi non ne sente i bisogni, ma vi vive straniero da straniere genti! pervenute, più che da vero sangne italiano disceso non potranno mai conseguirsi le sperate sorti di una, anche più sacra, impresa ; la quale non potrà essere che da lui tradita il giorno in cui minacci seriamente il suo trono.
Cosi fu purtroppo del moto del 31, nel modenese I
Era esso nato ià troica ristretta cerebib. perchè potesse aver speranza di lunga vita' vitalità; Si può affermare, anzi, che fuori della Bassa modenese, che ito -seguì sinceramente ed ardentemente, esso non fu altrove nemmeno completamente concepito. Chi invece comprese bene quel moto, in tutte le sue conseguenze, fu il primo ed eterno nemico d;' Italia,::. l'Austria. -Jàa quale, come detentrice della corona del Sacro Romano Impero, non avrebbe mai permesso Che, anche solo per un istante, si potessero ridestare sul serio coloro, cai solo spetta l'onore ed il vanto di un sì grande dominio. Di qui -quella politica di vita e di! porte, che comincia proprio ora a profilarsi tra l'Italia e .l'Austria. ; che, seguendo i principii della S. Alleanza, aveva teoifcto l'interesse dì custodire lo statu quo e di ren-