Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO ; MODENA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <160>
immagine non disponibile

USO
XTX Qimgrmo Sociale di Modena
fluenti insieme su tutto lo svolgersi di quel movimento, non sap­piamo quasi nulla: pochi ne parlano, gli! stessi protagonisti, per spirito di sacrificio, o per un mal inteso amor proprio, non ne fanno parola quasi mai* se si accettila un anonimo A, K. jmr Mirandola, H'-mplice accenno dei Campi, per essersi un giorno, non a tato, gloriato, di aver sparso per il primo il suo sangue per la Rivolu­zione del 31.
Per queste ragioni purtroppo, certi fatti, pur grandi uella loro tragicità, come quelli di Fiorenzuola. di Mirandola. Novi e Sassuolo, uon hanno mai trovato il loro storico od il cronista, che ne regi­strasse la memoria:, racimolate queste, appena appena, qua e là. da qualche scritto polemico o difensivo, avente sempre ben altro og­getto che quello di raccontarci.li fatti nella loro genuina espressione e realtà.
L'episodio di S. Felice, sfuggevolmente adombrato nel Cata­logo del Fiorini, accennato dal Oostagiani, e riferito indiretta­mente dal Ferraresi, in una sua conferenza all'Università di quel paese, che egli così ben meritamente dirige, uon è stati i mai illustrato da alcuno storico ; per quanto esso sia e rimanga uno dei più luminosi esempi caratteristici di quei moti, e l'unica, ripeto, testimonianza e prova di azione diretta, ben concepita e meglio rea­lizzata e quale esempio imperituro di abnegazione civile.
I particolari naturalmente, non assumono né possono assumere quella importanza di fatto, che ha moralmente e politicamente l'azione intrapresa.
Sono poco più di quattordici dei migliori cittadini di S. Felice, quotati nelle file della sua nobiltà: come il Gampi il Pezzini, il Costa-Gianni il Campilanzi ed altri, che, con un pitacolo sotterfu­gio, preso a prestito per entrare nella Caserma dei Dragoni ducali e pur non riuscendo subito nell'intento vi danno l'assalto presso il vecchio Teatro, in casa di un certo Sojer, brigadiere-comandante li quei Corpo di Guardia: vengono respinti, dopo un fruttuoso bottino di armi e munizioni, ed in fine, messi in fuga, pare per tra-àimento, di uno dei soliti concittadini, che è carità di patria tacere.
Nella collutzone rimangono feriti due capi-rivoluzionari: il Campi ed il Costà Sono fatti prigionieri dallo stesso Podestà di là:. Felice, un altro Campi dì! Modena, durante la notte, verso le due, in casa Brancolini; dove è veramente commendevole la condotta di rutti i casalinghi, specie della eroina, ignota sinora a tutti, persino al Majoli Teresa Comini la tetritee dei segreti dei liberali, l'in-