Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno <1932>   pagina <222>
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222 XIX Congresso Sociale di Modena
Como Fopusuoln fu pervenuto a Bologtfa e ne fu diffusi la let­tura, o almeno la conoseen, tra inerii ai dell'Avanguardia del Geli. Sercognani, i quali erano stati al campo sotto le mura di Civita Castellana,;, accadde tosto ciò che, natnralniente doveva .accadere Sorse fra di essi indignazione non lieve jjéfc le rodomontate del Laz-zariui. Hon si volle ingoiare tacitamente le ridicole affermazioni di tale Sacripante non solo, ma dai più accesi (vi erano fra essi vari strenui rèduci dell'esercito del Regno d'Italia né era il caso li pensare neppuc lontanamente a far: stampare un contro-opu­scolo) si augurava che vi fosse chi ricacciasse in gola al Colonnello papalino le sue millanterie.
>lle il caso che di tutto ciò avesse vento nn gran galantuomo, ed in pari tempo, uno schietto liberale, il conte Francesco Rainu gone, il quale sempre se ne stava in cerca di notizie interessanti onde inserirle nella sua Storia (che il Rangone fosse un liberale-basta a persuadersene ciò che su di lui ha scritto il Senatore Aii-BEcQ WMJX>i>in nellfcroduzioni' all'opera / moti del 1820-31 nelle CSdirie Bolognesi, Bologna 1923).
Pertanto egli, dopo aver letto l'opuscolo, del quale tanto quf si parlava, ebbe cura di raccogliere' fa alcuni dell'ai vanguardia, e-satte notizie in proposito (ed amiamo supporre, verosimilmente citè* tra i suoi informatori vi fosse pure lo strenuo Colonnello Marchese-Alessandro Guidotti, morto eroicamente à Treviso il 13 giugno 1848), ed il Rangone da assai diligente storiografo, quale era, si compiac­que di tessere, di propria mano, la risposta al Lazzari ni. risposta. di .cui egli formò nn opuscoletto, che diede a leggere agli amici e conoscenti, com'era sua costante abitudine. Ma. prima di allegar te ah. volume delle sue a Operette che poi divenne il M. S. B. 2869' della Biblioteca deli{Archigóainaisio, lo destinò alla stampa, come-appare dal frontespizio in data del 1832 e elle diamo a parte.
Dall'illustre direttore della detta biblioteca prof. gr. uff. Al­bano Sorbelli abbiamo ora conseguita la dovuta licenza alla pub­blicazione.
Ma non ebbe appena il R. unito di vergare la rispósta, che ebbe-etira di scegliersi iI tramite attraverso il quale dare: diffusione al suo manoscritto, e la scelta fu assai felice avendo chiamato a com­piere questo incarico di somma fiducia un suo vecchio amico intimo, il conte cav. Alessandro Masi Disiando di Ferrara (e padre del:jeomJtfr Achille a noi ben cognito che fu presidente del Monte di Pietà dal 10-1-1878 al 21-111-1889) tale incarico gli affidò con la seguente-lettera-: