Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno
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1932
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pagina
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231
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P Sg, TCeu. Col. Gay, tatzzuri'ni Cu ben mortinèa;to quando si vide reso oggetto di scherno per opera dei suoi contemporanei. 0 di chi è stato testimonio di veduta delle gloriose sue gesta. IL: mv opuscolo VOJIQEEIV dovunque ; né è difficile che un qualche foglio oltremtni. inno ne prenda soggetto per una più onofcetiile farsa, od un eroico: poeméMo* Ge sarebbe onorarlo di troppoi
Questa sja orgogliosa mania di parlare di sé stesso e della sua nullità, è accompagnata ancora da uno .scritto a sproposito, e da una trìgjtaublie sintassi ; infine il tutto è un vero zibaldone al quale stanno .iène unite una lettera tutta fuoco militare di uno dei principali Ministri del Pontili ciò Governo, nonché la risposta alla stessa del Ten. '<M., ed; altro suo ingegnoso rapporto alla eccellentìssima ecclesia astica Presidenza delle armi.
Fa ora meraviglia non poca che nel Governo del Papa abbiaci accordata la pubblicazione di un opuscolo che disonora Omo dei suoi difensori, che fa torto al Governo istesso, che insulta in qualche modo alla debolezza delle sue forze, 0 che si rende universale argomento di rìso. Eppure il zibaldone è sanzionato dal Teologo Servita Scandali-beni, dall'esìmio e ben conosciuto frate Ancaraià,, e per* il Card. Vescovo Nembriini, dal Canonico Cresci, che della gesta ili quésto 110-?AUo Tureuna 0 Concie hanno ammirata la plausibile istoria. E' intanto opinione dei più, che si è accordata la stampa di questo strambotto j)R il completo ridicolo dell'eroico Gran Condottiero.
AIJETTORI Prefazione
Ho un momento di tempo a montarmi novello prurito di esaminare a rigore l'opuscolo ecc. Li quarantadue giorni della difesa di Oi= vita Castellana.
Vedremo cosa riescirà la mia analisi, al confronto dell'originale libretto, ed i miei lettori daranno liberamente il loro imparziale indizio.
Begola generale intanto sii è, che l'autore qualunque, che medita un lavoro e produrre si vuole al mondo letterario, o qualunque colla stampa, non può ammettere due principali precetti ; il primo cioè, di considerare ciò di che si vuol far autore, e perciò gli è forza di i*en esprimere e digerire in sé stesso il suo argomento, dividerlo in