Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno <1932>   pagina <246>
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246 ÈtQtììwmQ Sooiàiu di MoMm.
vorevole incontro, onde non esibire alle colte unzióni un novello certamente nuli appliiiiidtpv. spettacolo delle generose loro e militari, intraprese. E tutto questo s'intitola : n La difesa dei: quarantadue giorni sen numero assai minore di ore hanno bastato soltanto a sciogliere il tutto eoi massimo scherno della pontificale bandièra, di die me ne appello allo stesso Sig. Comandante Teu. Colonnello e ca­valiere;* e egli stesso ha fatto pompa di due ritirate ed ano smem­bramento, senza alcun fatto concludente, meno che il linguaggio di esagerate parole e stolide e intempestive millanterie. Povere teste, uomini o individui, diretti da un così miserabile condottiere!
Egli stesso ha pubblicamente, e senza equivoco, attentato a quel­la opinione che avrebbe potuto render dubbia con un troppo a lui necessario silenzio. Prendetevela con il Ten> Col. Lazzaróni, e nulla havvi che qui non sia sua dettatura, e se le deboli e poche mie osser­vazióni Io hanno seguito liuea pei* linea dei.suo racconto ed hanno a me somministrato argomento a riderne io stesso ed a produr riso in altrui a carico però sempre; del medjesinio vosero stordito: Comandan­te. Ma li-avvi ancora un ultimo paragrafo.
Qui il -(Dolonnello cMiu-ludev .cue uon schiavo ad incallitojservag­gio, ma .'adoratore della Sovranità, piegò alla sospensione delle armi, e cno la sua Colonna del Centro precorse Otricoli, pernottò a Narni. Li tre Hjjprile si aairiva. a quello di Terni del Gcn JResta, che sotto ai suoi ordini veglia alla difesa della religione, .delia Patria e del Trono. ficco in qua! modo e rapidamente è accaduta l'ultima ritirata, e che si 0al)be far credere presso Hie sforzata dalle circostanze essendo la truppa disposta piuttosto/ generoso combattimento. Se non si, conoscessero pienamente li fatti!, se non si sapessero;; che queste ar: dite falangi furonp Sempre-a grande distanza dall'inimico, -se piena­mente non fosse nato il vero carattere del Colonnello Lazzarini. ba­sterebbe questo dettaglio, soltanto per non accordargli la più lùc­ciola credenza, ma a piena voce bensì il meritato titolo di Buffone. Sono li suoi propri soldati, .-.elle tutto e diligentemente hanno uaa?-rato, sono li stessi Lidieraìì-j.. ;éi:e ingenuamente hanno fatto conoscere le cose nei loro vero aspetto, e come eglino stessi poco esperimentay e poco preparati aiji combattimenti, dovevano tenersi in guardia ed avanzare con circospezione, mancando ancora dei mezzi e di un certo ardire necessario clic ne viene in conseguenza. Sono infine le popo­lazioni istesse che non si lasciano imporre eosì facilmente e che rendono piena ragione dell'accaduto. Le guasconate contro li fatti non possono reggere. Gli insulti de' quali è sparso questo seri Ito non