Rassegna storica del Risorgimento

ZINI LUIGI ; 1859 ; MODENA
anno <1932>   pagina <287>
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XIX Congrega éoiale M Modem 2ST
corrieri a Torino per protestare contiro il governo rivoluzionario in­staurato a Modena dallo Zini e che si tentava di persuadere il Fa-rini, nominati dittatore, a sconfessare gli aiti del Commissario proi visorio.
Stupito, inquieto, agitatissimo* lo ini! inandò il Beimi VFaolo> Ferrari a Torino per chiarire le cose. Kù tardi il Selmi ed, il Fer­rari ricordarono allo Zini che nell'affidare loro tale incarico egli era tanto esaltato da mostrare loro due pistole giurando che se-fosse giuocato egli ben saprebbe méoSiias! col colite di Cavour e? ricordarsi della sua Mòn comune abilità nel tiro. Nello stesso tem­po nrajndò a Bologna l'aw. Montanari e l, "MmM che col Farini chiarirono subito le cose. A Torino invece, narra lo Zini, fu una scena tra il dramma e la commedia. Appena il Selmi ed il Ferrari si presentarono a Gavour questi venne loro incontro chiedendo con­citato : Ma Insomma chi governa a Modena? sono tanti giorni che* nc domando e non lo posso sapere .
Jiferirono gli amici dello Zini la condotta di lui a Modena con­fortando le loro dichiarazioni eoi presentare al Cavour le copie-dei dispacci e dei rapporti! inviati dallo Zini al Ministero. Stupito-il Cavour fece chiamare il Minghetti, ministro [dell'Interno.
Per abbreviare! daHg spiegazioni risultò che i Reggiani per mezzo del Chiesi! avevano persuaso il Minghetti che un rivoluziona­rio, un Mazziniano, avendo sorpreso la buona fede del governo dei Bi e del buon popolo modenese, si era imposto mettendo tutto a soqquadro. Si senso il Minghetti asserendo di essere stato ingan­nato e eh, non volendo inquietare il Cavour aveva fòatten.u0 sulla sua scrivania, in attesa di nuove informazioni, i rapporti, i dispac­ci, i decreti dello Zini. Ma che gli scrivano., disse il Cavour ai due-modenesi., che gli telegrafino che tutto è chiarito, che il governo ap­prova quello che ha fatto, che se ne compiace e non lo dimentiche­rà . Anche il Mi u gì ietti., un po' ipocritamente, commenta lo Zini, si profuse in congratulazioni.
l;ue giorni dopo a Modena entrava trionfalmente il dittatore-Luigi Farinil che confermava col suo primo decreto tutte le dispo­sizioni del Commi sua rio Provvisorio Luigi Zini.
Nel settembre lo Zini portava con altri rappresentanti Mode­nesi a Vittorio Emanuele II il plebiscito dell'Unione delle Pro­vincie Modenesi al Regno monarchico Costituzionale ed il Consiglio comunale di Torino, per dimostrare l'esultanza della città nel ve-dure quella nobilissima parte d'Italia associata ai1 propri destini