Rassegna storica del Risorgimento
FEDERICI ANTONIO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; GARIBALDI GIUSEPP
anno
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1933
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pagina
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145
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La ritirata di G. Garibaldi da Roma
nelle memorie dì un suo ufficiale sanitario
Fra le carte appartenenti all'Archivio dei Conti Mar co lini conservate nella Biblioteca Comunale Federiciana di Fano si trova una memoria riguardante la ritirata di Garibaldi da Roma, narrata dal Dottore Antonio Federici che fece parte dello Stato Maggiore garibaldino quale Ufficiale Sanitario.
Egli appartiene alla stessa famiglia dell'Abate Domenico Federici fondatore della Biblioteca, che fu alla Corte di Leopoldo I d'Austria; nato a Bargni il 24 settembre 1816, vi morì nel dicembre del 1884.
Avuti i primi rudimenti nel Seminario di Fossombrone, nel 1831 passò a studiare a Fano nel nobile Collegio Noli, dove rimase sino al novembre del 1839. Compì dal 1840 al 1842 gli studi di medicina nell'Università di Urbino e nel luglio del 1843 si laureò in medicina nell'Università di Bologna.
Recatosi poi nei primi di maggio del 1844 a Parma quale assistente del Tommasini, ritornò nel luglio del 1845 a Bologna dove conseguì il diploma di libero esercizio medico. Nel 1846 fu medico del Comune di Gubbio, donde parti il 23 maggio 1849, chiamato a Roma dal Triumvirato della Repubblica Romana con decreto del Ministro Avezzana che lo nominava ufficiale sanitario del Battaglione nazionale mobilitato.
Dopo la caduta della Repubblica, lasciò Roma seguendo Garibaldi sino a S. Marino dove rimase per un paio di mesi attendendo alle cure dei garibaldini ammalati e feriti. Ivi gli fu anche offerta la condotta medica, che egli per delicate ragioni non accettò; e cercò invece di ritornare a Gubbio. Ma per ragioni politiche vi fu escluso, come nel 1851 gli fu negata per lo stesso motivo la condotta di Cartoceto e pur quelle di Sai bara e di Monteroaggiore.
Fu infine eletto stabilmente a Cartoceto, ove rimase sino a tutto il maggio del 1860 ; e chiamato quale interino a Fano dal Gonfaloniere Conte Antonio Arrigoni con lettera del 7 settembre 1860, vi rimase per breve tempo. Coprì in seguito la Cattedra di botanica e Storia nato-