Rassegna storica del Risorgimento

FEDERICI ANTONIO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; GARIBALDI GIUSEPP
anno <1933>   pagina <149>
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La ritirata di G. Garibaldi da. Roma 149
Puccini. Il primo pensiero del Generale fu pel fexìtìv fine uselft ancor essi di Roma avevano seguita la truppa. Chiamati gli ufficiali sanitari, ordinò loro si recassero tosto in Municipio a chiedere alloggi, meditinoli, biancheria, e tutto ciò che si rendesse necessario al bisogni dell'ambulanza. Il Municipio fu largo con tìoi d'ogni maniera di soccorsi; richiese alloggi alle famiglie della città, ordinò ai farmacisti che ne somministrassero tutti quei medicinali, che venissero richiesti dal capi deirambulanza e mandò sacerdoti ai conventi di monache perchè quelle suore, secondo le loro possibilità, dessero pei malati della truppa quanta mai biancheria potessero. D'altra parte 1 Padri Cappuc­cini facevano a gara nell'usate attenzioni al Generale, e ai primi suoi uffi­ciali : ma il Generale si limitò a profittare soltanto delle cose puramente neces­sarie, non volendo abusare della generosità di gente che vtòre delle altrui ele­mosine.
A Terni ci fermammo due intere giornate per riprendere poscia la via di Todi : e da- prima salimmo a Cesi, dove giunti verso sera, vi prendemmo al­loggio e il Generale coi primi suoi ufficiali accettarono la generosa offerta del C-te Spada di Terni, che diede a nostra disposizione la sua magnifica casa posta dentro al Castello. Lasciamo a Cesi alcuni gravi feriti, che non potevano più reggere ai disàgi di una marcia faticosa, e vi rimase pure per improvvisa febbre 11 Padre Ugo Bassi, uno del migliori ufficiali della nostra truppa. Eàr togli un salasso, io l'ebbi raccomandato alla famiglia dei C.tl Spada, e merce le loro cure e attenzioni, potè il Bassi dopo due giorni raggiungerci a Todi, dove si arrivò l'il luglio verso mezzogiorno; la truppa fermassi a qualche distanza dalla città presso il Convento del Cappuccini ed il Generale con al­cuni ufficiali prese alloggio nel Convento e ordinò che vi fossero portati i fe­riti- Partimmo da Todi la mattina del 13 per recarci In Orvieto dove trovam­mo le porte chiuse. Una deputazione esce a pregare il Generale di non entrare In città perchè è Imminente l'entrata del Francesi.
il Generale si accampò alle porte della città dove, tolto il campo all'alba del 14 luglio, giunse a Cetona la mattina del 17 luglio accolto festosamente dalla cittadinanza con a capo 11 Gonfaloniere Rodolfo Gigli. Alle 4 pomeridiane non essendo prudente ostare ancora, ci incamminammo verso Sai* tea no (3), dove giunti si sostò su di una altura In prossimità del paese, sino al mattino seguente; accolti anche qui entusiasticamente. A Montepulciano trovammo resistenza da parte degli 53oecolaoti e per ordine dì" Garibaldi 14 o 15 frati per 4 o 5 giorni, dovettero con poca loro soddisfazione, dividere con noi pane
(3) Sa questo eolle denominato Renujo il popolo fìarteanese volle erigerò a ricordo un monumento nel 1 con tonarlo della nascita dell'Eroe dietro interessa­mento del garibaldino di Mentana Costanzo Coetanei. (N. d. e, m.).
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