Rassegna storica del Risorgimento

FEDERICI ANTONIO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; GARIBALDI GIUSEPP
anno <1933>   pagina <151>
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La ritirata M 0. Garibaldi da Homo- Irti
La sortita dì Citerna fu tra le più difficili e brillanti avventure di Gari­baldi. Risaliti gli Appennini, dove si passò la notte su le loro cime appena giorno, eomindamnio a discendere verso La moli; e giunti a Borgopace, il l>ott. .Ricciarelli, amico mio e collega, offrì al Generale e ai suoi ufficiali in­gresso a casa sua e ne ristorò con una buona colazione e dell'ottimo vino. Ca-ribaldi, guardando 1 monti che sovrastano il paese, ebbe a dire queste parolai
Se io sapessi libera l'Italia dallo straniero, verrei a finire i miei giorni su questi monti . Da Borgopace a Mercatello e a 8. Angelo in Vado dove si giunse il 28 luglio, si prese la via di Maceratafeltrla. Una colonna di cavalleria nemica ci veniva alle spalle tranquillamente, quasi volesse proteggere la no­stra ritirata; poiché nessuno se ne dava troppo pensiero: ma, arrivata a S. Angelo ove erano ancora soldati nostri di retroguardia, cominciarono a sciabolare a dritta e a sinistra, parecchi garibaldini vi lasciarono la vita e gravemente ferito rimase il capitano Jourdau che ebbe tagliati di traverso i muscoli posteriori del collo. Condotto come si potè a Limano, vi fu curato con amore da quel medico, e potè perfettamente guarire.
A Maceratafeltrla dove si giunse il 29 luglio si prese un po' di riposo, e Filippo Belli, gentilissima persona, pose ogni opera sua perchè Garibaldi e i suol fossero alquanto ristorati dai patimenti sofferti. Altra fermata a Pietra-nibbi a nella selva dei Cappuccini, che ci diedero tutto il pane che avevano, formaggio e del vino. La sera ci trovammo smarriti e senza guida in una oscura selva a poche miglia da Villa Grande. Eccoci infine a S. Marino, dove il Capitano Reggente della Repubblica Belzoppi accolse generosamente la pie cola falange garibaldina e, come meglio potè forni a tutti viveri ed alloggio. Garibaldi si ritirò, secondo il solito, al Convento dei Cappuccini, dove il Padre Benedetto da Fano usò al Generale, al Padre Ugo Bassi e agli altri ufficiali ogni maggior cortesia possibile; e nell'atrio della Chiesa egli scrisse alle 4 pomeridiane del 31 luglio sopra -un tamburo 11 proclama di proscioglimento ai soldati .
Il 3 agosto il Federici in una lettera da Marino al Padre aggiungeva :
Per molte ragioni poi è avvenuto il suo ingresso nel territorio di
8. Marino: anche perchè voleva far dono alla Repubblica del piccolo cannone che conducemmo con immense difficolta sino a due miglia da qui : ma giù per una scesa, rotto il timone del carro, convenne inchiodare il cannone e gittarlo da una rupe perchè non restasse nelle mani del nemico che ci teneva dietro. Ma la ragione fortissima fu di procurare un asilo sicuro a tutti quelli della sua truppa ohe non intendessero più seguirlo, essendovene molti assai compro­messi, e nel tempo stesso di liberarsi da Molte canaglie che imbrattavano ni sua Legione;
Intanto Garibaldi appena giunto emette un ordine del giorno col quale da