Rassegna storica del Risorgimento

VENETO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <153>
immagine non disponibile

Mazzini e il movimento insurrezionale H nel Veneto
Arrestatasi la campagna garibaldina ai confini dello stato pontificio, Mazzini riprende, senza sostare, il suo faticoso e immane lavoro di pro­pulsione. Il nuovo programma è questo : prima Venezia e poi Roma. Questione di precedenza non bizantina, ma che Mazzini aveva ben con­siderata e valutata alla stregua degli ultimi avvenimenti e della situa­zione europea, intesa chiaramente da Vittorio Emanuele e attuatasi poi nei fatti, ma alla quale non consentiva completamente Garibaldi che non voleva sentir parlare di preferenze. Era destino che il dissenso mazzindano-garibaldino si perpetuasse anche in questa terza fase della rivoluzione. Eppure mai come in questo periodo, che precede la cam­pagna del '66, fu proclamata con tanta insistenza la perfetta collabo­razione del capo della fazione militare con quello della fazione politica della rivoluzione, auspice lo stesso Vittorio Emanuele. Anzi mentre go­verno e partiti contendevano e le polemiche erano acri, e incandescenti le passioni, fra il Re, Mazzini e Garibaldi correvano intese, circolavano messi segreti, si progettavano insurrezioni da far scoppiare alle spalle dell'Austria. Sono note le missioni dell'ing. Miller presso Mazzini per incarico del Re, con grande scandalo delle molto rigide vestali dell'in­transigenza repubblicana e furore contro Garibaldi che, a torto, rite­nevano l'ispiratore di tanta opera di corruzione. Ma in verità Vittorio Emanuele era quello che Garibaldi aveva ben definito in una celebre lettera a Mazzini : la leva e il perno che cercava l'Italia di Machia­velli e di Dante,
Infatti per quel tanto che si sa, perchè la storia di Vittorio Ema­nuele congiurato, è come ben dice il Curatolo tutta da fare, il Re conosceva perfettamente la enorme influenza che i due capi popo­lari della rivoluzione avevano sugli animi e negli avvenimenti, e non igno­rava ohe il problema dell'unità avrebbe avuto una soluzione più rapida e salda con la loro diretta collaborazione. Ed ecco il Re mettersi in rapporto con il repubblicano in esiglio e con il duco dei volontari, formulare prò-