Rassegna storica del Risorgimento

VENETO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <157>
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Mazzini e il moxAniewto imurrezionalG nel Veneto 157.
U lavoro; e, sé mai avessimo un Indugio di sei mesi, dobbiamo conquistare la certezza di fare e di far bene. H Veneto s'è ridesto; e il lafarlnianlsmo va disgregandoci. AI Veneto devono rivolgersi tutte le nostre cure. La è il perno dal quale possono sorgere le opportunità per ciò che cerchiamo. Addio: a tra poco. Vostro sempre
26 agosto Giuseppe.
Ricordatemi a F. T. (1), Mi duole di non potergli dire; Il momento è venuto.
Badate: tutto, nelle cose vostre, pende talora da cagioni imprevedibili. 33 per quanto, reazionalniente, io preveda l'indugio, può sorgere imprevedata opportunità. Lavorate quindi.
Quando venisse da voi raccolto deve essere mandato àH'Vnità Italiana a credito del Oom. d'azione veneto o se volete, consegnate a Z.
Successivamente con la promessa, circolare, Mazzini scrive (20 set­tembre) la seguente lettera:
Fratello,
Vi mando copia d'una circolare: ne farete ciò che potrete.
Una cosa è chiara:
Per mancanza di fondi che mi concesse di fare soltanto i due terzi del lavoro indispensabile sul Veneto, gli indugi sì sono prolungati di tanto che la stagione inoltrata e le nevi che stanno per cadere rendono impossibile co­minciare ora e sostenere una guerra di bande nella zona alpina. Abbiamo purtroppo un sei mesi davanti a noi ; e dico purtroppo più per la povera ab bandonata Polonia che non per noi. Il lavoro è quasi compito nell'alto Ve­neto, non abbastanza nel Basso.
Ora bisogna compirlo: senza indugio, perchè potrebbe sorgere occasione che ci comandasse di agire In ogni tempo; e a ogni modo perchè se nulla accade ai possa esser certi d'agire scorsi i sei mesi, Faremo di tutto nell'in­tervallo perchè la Polonia si sostenga.
Ora, appunto per preparare, utilizzando tutte le forze* è indispensabile organizzazione e sopratutto divisione di lavoro,
(i) Il colonnello garibaldino Faustino Tonar a, col qnnle Macini era in at­tiva corrispondenza.