Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MUSEI
anno <1933>   pagina <186>
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186 Libri e Perioditi
8*6 detto erano assai modeste* ma non gl'lmpedivano dì veder giusto in qualche questione. Dopo l'armistizio Salasco era, contrario alla ripresa della guerra ijjur senza allarmarsi fcroppo per 1B< condizioni dello spirito pubblico l Roma è città non temibile almeno nel tempo presente, basta la­sciarla ciarlare) sentiva la necessita di stara in guardia (p. 92). E' da au­gurarsi che il Jatal ;esperl:o conoscitore della vita bolognese nel JÉUsorgi-mento, ci dia presto altri importanti cojbfelbntt sugli nomini e le vicende della sua città.
A Emilio ..QÉtplenghi: è dovuto un rapido, utile studio su Giovanni Ber-chet deputato nel 1848-40; a Piero Zama documenti e notizie su Antonio Li-varani, fucilato dagli Austriaci il 18 luglio 1849; ai benemerito scrittole sanmarinese Pietro Franciosi la pubblicazione dei diario di Emilia Belzoppi sul passaggio dei garibaldini per San Marino nel 1849.
Sulla proibizione del giornali liberali nello stato pontificio dà notizie per il 1849-1852 Giovanni Maioll, desumendole da Inediti atti ufficiali. E curioso notare come a Bologna solo TU settembre 3851 venisse proibita l'introduzione de La Famiglia o Museo scientifico e de La voce del Deserto, che 11 delegato pontificio d'Orvieto vietava con altre opere fin dàll'8 maggio, come resulta da una nota inviata al governatore di Fienile, accompagna ta dalla seguente lettera: Le varie opere indicate nell'acclusa rcota,, sono state vietate, nel Governo Granducale Toscano tanto per l'introduzione, che per la (eff-Colazione. ed in pari modo il Superior nostro Governo, come dalla rispettata Circolare di S. E, R.ma Monslg.r Ministro dell'Interno del 3 eorr.e Maggio N. 42009 ha disposto tale inibizione venga praticata con piena osservanza anche nello Stato Pontificio, per cui Interesso T. S. Ill.ma a fare diligentemente vigilare per impedire la introduzione e circolazione in codesto Governo, e per sor­prenderne la introduzione clandestina, qualora si tentasse, inviandomi su­bito le copie che venissero sequestrate .
Cinque lettere inedite di Massimo d'Azeglio alila contessa Gasolina Gat­tini Pepoli pubblica Alberto Dallolio, interessanti tutte, e l'ultima del 10 giu­gno 1861 In modo particolare. L'atteggiamento noto del D'Azeglio verso 11 Cavour ne riceve nuova conferma. Decisamente 1 due Jffon eran fatti pei? in­tendersi se, anche dopo morto Tempio rivale, 11 D'Azeglio poteva'scrivere: a Quel brav'uomo aveva il vizio, mi pare, di prendere impegni troppo espli­citi ed ora credo che quello di Roma spechi lineate gli era d'un gran trava­glio. Pero, gli voleva bene, e se n'era accorto per quanto non fosse tra noi grande affinità morale. E la scomparsa improvvisa d'un uomo che era a l'Immagine della vita, dell'attività, della potenza , si ha un bell'essere bronzò, scrive il D'Azeglio, ma e un fatto che scuote profondamente.
Chiude 11 bel volume* che ci auguriamo di veder presto seguito da altri