Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MUSEI
anno
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1933
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Libri e Periodimi
da Mantova : quella inutile ;f; troppo audace pmitaifca lui Romagna non cour vince assolutamente. Però, fin dal 1908i il Fabbri> sul Messaggero, racco* glieva una assai filmile t3dizlou meidoiese e; 11 Mastr benemerito degli stadi orsiniaui, l'accettava nel Resto del OatMm. Sarebbe -sfeaito' opportuno* forse cercare di vederci un po' più chiaramente. I sentimenti espressi nelle due lettere all'imperatore, delle quali bene chiarisce la genesi e il valore il Gì potevano ricevere,: mi sembra, non inutile luce da qualche confronto e accostamento ad altre dell'Q., come quella all'intendente 41 Iteaua, pubbli oata <l air A vetta, quella già citata al Lefèbvre e l'altra fililo aio Orso e fratello Leonida. Non comprendo come il 0,, che, giustamente, non si è giovato del Venosta- quale .àfeftfcè; -M suoi ifeemipì il facsimile della lettera al Cesarini e ne pubblicò un'altra a G. Boselli) e dello Zironi (che fu tuttavia il primo a far conoscere la traduzione della lettera alla Cheney, poi ricomparsa altre volte come inedita a cura del Guardione e del Pagani, e l'altra al direttore della Gonciergeriej si serva di quell'indigesto zibaldone delle Lottare edite ed inedite di F. Orsini, G. Garibaldi e Sft D. Guerrazzi ecc. (Milano 1861), ove, tranne quelle già note dalle varie edizioni delle Memorie politiche, le lettere attribuite all'Ov e indirizzate al Gàro Tito e ad una . Garmeneita di Piazza Navona sono uua malinconica compilazione non scevra di grossolani errori; e <V invenzioni di cattivo gustò.
A. M. G.
ANTON MARIA BETIAOTNI, Il eoneoi'dalo di Toscana 25 Aprile ISSI -: Milano. Società Editrice Vita e Pensiero, pp. VII-200.
Nessun autore aveva finora dedicato un intero volume alla cronistoria delle trattative che condussero al concordato del 1851. Anton Maria Betta-nini colma ora la lacuna con questa sua opera coscienziosamente elaborata e documentata.
L'accordo fra la Toscana e la Santa Sede si è generalmente voluto considerare come uno dei tanti aspetti ài quella politica reazionaria che Leopoldo II segni ciecamente dopo II 1849, tanto da alienarsi l'animo dei suoi ptft saggi consiglieri,
Il B. non fa male a ricordarsi che sin dal Marzo 1848, monsignor Bonin-segni, inviato tosenno a Roma, stipulava col cardinale Vizzarelli un protocollo in cui si può facilmente rintracciare la sostanza se non la forma del Concordato che doveva stipularsi tre anni più tardi. Quel protocollo non ottenne peraltro la ratifica Immediata del Governo Toscano, e le trattative proseguirono nell'estate finché l'avvento del ministero democratico e la fuga del papa da Roma non le fecero interrompere.