Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MUSEI
anno <1933>   pagina <189>
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Libri e Periodici 189
B* a ogni modo mugolare che -cH esse gli storici non parlino quasi ma4: tanto <2e nel pubblico anche non incolto Iva finito per prevalere l'idea che solo dopo la restaurazione, Leopoldo TX iniziasse le praliene per giungere al Concordato.
In questa nuova fase delle trattative si dimostrò rigido sostenitóre: défc diritti dello Stato di fronte alle pretese romane il ministro degli Affari Ec­clesiastici, queU'Jaeopo Mazze! che gUt -aveva partecipato al govèwió du-raiite: il breve mindstero Capponi. 351 lui il B. traccia a tocchi magistrali la figura, attingendo ampliamente all'archivio famigliare. In. faiisto: Ji politica ecclesiastica U Mazze! era rimasto al giurisdizionallsmo, ossia a quella con­cezione ugualmente lontana dal liberalisnio cavouriano come dall'uttranionta-tììsmo del De Maistre e del Taparelll : niente libera Chiesa M libero Stato, , neanche lo "Stato asservito alla Chiesa : ma la Chiesa protetta e custodita dallo Stato e allo Stato sottomessa per ogni sua attività che esuli dal campo puramente spirituale (e questo atteggiamento di un cattolico devoto e pra­ticante ci prova Che la legislazione ecclesiastica; del '700 ispirata appunto a concetti giurisdizionalistlci non era poi permeala come si disse, di spirito massonico o illuministico).
Fra i motivi che spinsero il Mazzel a uscire dal ministero gjell'Otto-bre 1S5C si è detto che vi fosse anche la sua ripugnanza a .stipulare il Con­cordato; 11 che non può sicuramente affermarsi. Certo è che dopo il suo ri­tiro le trattative volsero a una più rapida conclusione e sboccarono nell'ac­cordo del 25 Aprile 1851.
In calce al volume il BV ha avuto la buona idea di riprodurre 11 testò dell'accordo definitivo confrontandolo articolo per articolo col protocollo Bo-ninsegni-Vizzardelli e coi vari progetti che vennero stesi durante le trattative.. Non è qui il coso di esaminarne il valore: certo però che 11 Concordato del '51 non rappresenta affatto uà mostruoso documento di oscurantismo come i li­berali del tempo vollero farlo apparire. D'altra parte non possiamo neanche sottoscrivere a tutte le conclusioni dell'autore. Egli, per esemplo, ritiene che* nell'OO ] Papi, rigidi e fermi nelle questioni di principio, molto abbiano largheggiato hi tutto ciò in cui fosse stato possibile, facendosi incontro volon­terosi alle necessita spirituali del popoli... .
Qui l'egregio B. corre troppo. Egli non ignora certo che Pio IX si ras­segnò a sottoscrivere quel Concordato solo di fronte al fermo contegno del presidente del consiglio Baldasseroni; la Storia delia Diplomazia di N. Bian­chi, le Memorie economico-politiche dello Zobl e gli stessi carteggi posteriori del ministro toscano a Roma, Bargagll, ci provano che l'interpretazione di certe clausole del Concordato dette luogo a lunghe controversie in cui li Pontefice non dimostrò certo né tolleranza né larghezza di vedute.