Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MUSEI
anno <1933>   pagina <192>
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Libri e PerioMoi
presa per esser ondata nelle mani della dinastia svegli e quindi essersi di­spersa neUa universalità della jxitenza imperiale,
tr*età delle signorie, dèi principati, che forse aveeTJoe potuta aliare fi' ves-alilo dell'unita, non diede alcun risultato per le gelosie e rivalità reciproche <ih le Indebolirono, per il loro carattere eminentemente personale, Roberto d'Angiò stesso, tanto magnificato dal Petrarca, die nella sua passione pa* triottlca lo esaltò, fu Invece insufficiente alla bisogna, Inetto ad approfittare delle circostanze e incapace d'ini porsi alla feudali ta particolaristica <M f>U( regno. Cola di Rienzo, che ebbe l'ardire di chiamare a raccolta i principi e gli stati d'Italia, soggiacque all'èvversione di quei signori stessi e del papato.
Nell'età moderna, gli stati in cui e divisa la penisola, dimost nino di fronte alle- imvasionl straniere una invincibile impotenza materiale morale.: mate­riale, causata dalle loro divisioni e lai difettò delle milizie mercenarie che adoperavano; morale,- causata dall'insensibilità o scarsa sensibilità all'idea e ;al pericolo dell'intervento degli stranieri nelle cose lorOj al punto di chia­marli colla massima facilità e di permettere che quella insensibilità si pro­traesse nei secoli e arrivasse sino al secolo XIX. E* vero che si nota in quel secolo XVI come un risveglio di sentimenti d'indipendenza, un senso di unità, che si manifesta segnatamente in Giulio II, nel Machiavelli, nel Guicciardini e nel Varchi, in Paolo IV eoe. nelle repubbliche di Firenze e di Siena; ma fu fenomeno, da un lato> fugace superato dagli egoismi dei eonteni]x>ranei, dal­l'altro, seppellito dalla politica di appoggiarsi proprio agli stranieri. Se quel risveglio fu effimero, questo ricorso agli stranieri avviò recisamente alla de­cadenza gli Stati che vi ai appigliarono. Per contro, chi sa resistere a quella tentazione s'incammina verso più radioso avvenire. In effetto, nel momento-in cui più grave si afferma la prepoderanza straniera, risorge dalle ceneri uno Stato che pareva esser stato distrutto i lo vediamo ricostituirsi per virtù della dinastia sue! vi. domina e acquistar forza e autorità., anche pél* i suoi destregglnmenti fra gli opposti appetiti, w desso 11 Piemonte, i cui principi non solamente percepiscono chiaramente il dovere che loro incombe, ma af­fermano di continuo la loro superiorità su tutti gli altri sovrani italiani colla manifestazione del loro sentimento d'Italianità, sentimento chCi TiJfeU afe trae a poco a pòco: verso di loro anche gl'italiani delle altre parti della pe­nisola e 11 costituisce come la mèta alla quale questi devono abituarsi a guar­dare. La missione Italiana del principi sabaudi si afferrila potentemente nei secoli XVII e XVIII non ostante l'avversità degli stati finitimi e particolar­mente della Francia e dell'Austria, non ostante la coalizione di quegli avver­sari e la rivoluzione francese che per un Istante ne sospendono I progressi. Ma la rivoluzione e l'impero che diffondono l'Idea dell'unità giovano ancora* alla loro ascensione.