Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MUSEI
anno
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1933
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pagina
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Libri e PerioMoi
presa per esser ondata nelle mani della dinastia svegli e quindi essersi dispersa neUa universalità della jxitenza imperiale,
tr*età delle signorie, dèi principati, che forse aveeTJoe potuta aliare fi' ves-alilo dell'unita, non diede alcun risultato per le gelosie e rivalità reciproche <ih le Indebolirono, per il loro carattere eminentemente personale, Roberto d'Angiò stesso, tanto magnificato dal Petrarca, die nella sua passione pa* triottlca lo esaltò, fu Invece insufficiente alla bisogna, Inetto ad approfittare delle circostanze e incapace d'ini porsi alla feudali ta particolaristica <M f>U( regno. Cola di Rienzo, che ebbe l'ardire di chiamare a raccolta i principi e gli stati d'Italia, soggiacque all'èvversione di quei signori stessi e del papato.
Nell'età moderna, gli stati in cui e divisa la penisola, dimost nino di fronte alle- imvasionl straniere una invincibile impotenza materiale morale.: materiale, causata dalle loro divisioni e lai difettò delle milizie mercenarie che adoperavano; morale,- causata dall'insensibilità o scarsa sensibilità all'idea e ;al pericolo dell'intervento degli stranieri nelle cose lorOj al punto di chiamarli colla massima facilità e di permettere che quella insensibilità si protraesse nei secoli e arrivasse sino al secolo XIX. E* vero che si nota in quel secolo XVI come un risveglio di sentimenti d'indipendenza, un senso di unità, che si manifesta segnatamente in Giulio II, nel Machiavelli, nel Guicciardini e nel Varchi, in Paolo IV eoe. nelle repubbliche di Firenze e di Siena; ma fu fenomeno, da un lato> fugace superato dagli egoismi dei eonteni]x>ranei, dall'altro, seppellito dalla politica di appoggiarsi proprio agli stranieri. Se quel risveglio fu effimero, questo ricorso agli stranieri avviò recisamente alla decadenza gli Stati che vi ai appigliarono. Per contro, chi sa resistere a quella tentazione s'incammina verso più radioso avvenire. In effetto, nel momento-in cui più grave si afferma la prepoderanza straniera, risorge dalle ceneri uno Stato che pareva esser stato distrutto i lo vediamo ricostituirsi per virtù della dinastia sue! vi. domina e acquistar forza e autorità., anche pél* i suoi destregglnmenti fra gli opposti appetiti, w desso 11 Piemonte, i cui principi non solamente percepiscono chiaramente il dovere che loro incombe, ma affermano di continuo la loro superiorità su tutti gli altri sovrani italiani colla manifestazione del loro sentimento d'Italianità, sentimento chCi TiJfeU afe trae a poco a pòco: verso di loro anche gl'italiani delle altre parti della penisola e 11 costituisce come la mèta alla quale questi devono abituarsi a guardare. La missione Italiana del principi sabaudi si afferrila potentemente nei secoli XVII e XVIII non ostante l'avversità degli stati finitimi e particolarmente della Francia e dell'Austria, non ostante la coalizione di quegli avversari e la rivoluzione francese che per un Istante ne sospendono I progressi. Ma la rivoluzione e l'impero che diffondono l'Idea dell'unità giovano ancora* alla loro ascensione.