Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MUSEI
anno <1933>   pagina <194>
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IÀbri e Periodimi
avevano domandato ma la guerra contro l'Austria, allo stesso modo che gli fri domandata nel 1839. Ma 11 timore della Francia, l'odio contro Luigi Filippo, e per contro la propensione per la legittimità, cedettero quando nel settembre 1843 fu esacerbato >er l'incidènte di Castelletto Ticino. D'allora In poi il suo malanimo verso l'Austria sempre meglio si appalesa, Egli coi suol ministri prevede fin d'allora lo sfacelo della Monarchia austriaca e comincia a so­stituirne rimfluenza in Italia. In. pari tempo, la sempre maggior dedizione di Luigi Filippo alla óijfcii del Metternieb efiminando il pericolo della pro­paganda rivoluzionaria in Piemonte e in Italia gli fa balenare l'idèa di poterai in qualche modo intendere coi liberali e di poter assecondare i sentimenti pa­triottici della maggioranza degli italiani, anzi di farsene il campione. Egli dà allora la costituzione e scende in campo contro l'oppressore d'Italia, dolente soltanto di vedersi precedere dalla rivoluzione;.
FRANCESCO ERNESTO LORIZIO, II discorso impeliate. Bologna, Cappelli, 1931. 16, di pp. 238,
FRANCESCO ERNESTO LORIZIO, Il sorgere di Roma. Bologna Capelli, 1932. 16, di pp. 187.
E' innegabile che potentemente influiscono sui giudizi espressi intorno agli uomini del passato e alle loro azioni l'indole e la nazionalità, dello scrit­tore, che ne tratti) il quale, anche quando dia prova di una eccezionale equa­nimità, non vede quelle azioni e quegli uomini se non attraverso i suoi propri sentimenti, né sa prescindere dal riferirli agli interessi della propria patria. Ne derivano difetti, che spesso dimostrano una incorreggibile incom­prensione degli eventi studiati, e spesso offendono i popoli, de' quali si scriva.
Non è pertanto straordinario che, anche da nel,, che sempre ci siamo do­luti del partito preso, di osservazioni spesso offensive espresse da stranieri sul copto; nostro e sulla nostra storia, si manifesti una tendenza che sostiene non potere la storia essere -nella sua esatta e parHcolare espressione scritta se non da coloro> die appartengano al popolo, di cui si parli, e ne condivi­dano i sentimenti, gli abiti e le consuetudini e ne vivano la vita stessa. Essa accetta ìè. conclusioni dedotte irrefragabilmeute da prove Ineccepibili; ma ripudia ogni considerazione ogni sintesi che non. .sia appoggiata su docu­menti, ogni teorìa; personale. Procura che i fasti della nostra storia ultra* millenaria alano rettamente interpretati e messi in quel giusto rilievo che : no lacda vedere la continuità e Pascenslónie anche attraverso le inflessioni dei periodi dJ decadenza a presenti come la base sicura del nostro dive­nire. Risponde pertanto alla nuova coscienza, al muovo stato d'animo degli