Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MUSEI
anno
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1933
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pagina
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203
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Libri o PerìoMtii) 203
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gloria d'Italia; i barbari sconipp per sempre da nostre terre, lanciandole però in uno stato dindicibile descrizione. E quel mirabili attivatori del nostri patrimoni artistici e storici, che avevano provveduto a salvarne una parte, rifecero migliaia e migliaia dì cbllometri per riconoscere le località che avevano pereorse fiorenti!, e periziare per la giustizia Ineluttabile della storia i danni recati dalle orde straniere snl nostro territorio.
Fummo sfortunati anche da quel lato, polche nessuno dei nostri famosi alleati volle ammettere che ineormuensuratolil fossero stati quei danni, come, noi! volle accettare che noi avessimo perdute; circa beni '7D0.0Q0 vite e milioni di feriti e. che le distruzioni subite ascendessero a miliardi.
E ne abbiamo, iresco il ricordo noi stessi quando una commissione ufficiale presieduta da Corrado Riecli, geliti quafefnicevanio pwtofy, ehlesea Parigi che a risarcirci della distruzione dj Xtepolo di Nervosa ci fossero concesse la madonna di San Sisto e 1 Tlépolo di Dresda. chiese che fossero: ritornati i quadri codiei asportati e portati in GermaniojjAe si sentì; rispondere che le ripetizioni In quel paese erano dì spettanza solamente "fella Francia. dell'Inghilterra e degli Stati Uniti ; quando infine noi stessi da altra commissione non riuscivamo, io?! Èrre accettare*, perchè dicevasi esorbitante e indecoroso esjx>ria soltanto, la somma di un miliardo e mezzo pei danni sofferti dai comuni del Friuli. La Mostra delle ricostruzioni di Padova e quella del Monumento a Vittorio Emanuele, ordinate dal Regime, hanno risposto, a nostra scusa, che fu> rono circa 6; se non pliì, i miliardi spesi dal Governo per risarcire i danni dell'invasione!
Per fortuna tutte quelle Inammissibilità non possono oggi più essere affacciate !
Ora, fra coloro, che compirono lo straziante pellegrinaggio per le terre ricuperate, fu 11 prof. Moschetti il valoroso, dotto e patriottico direttore del Museo di Padova, che aveva già fatto la campagna di arretramento delle opere d'arte e quindi aveva chiara la visione dello stato anteriore dei luoghi e dei monumenti; chiarissimo, pur troppo, disperato, il confronto collo stato attuale. Mentre altri si riposavano sugli allori che non avevano conquistato, egli riprendeva la sua vfin crucis* vedeva,, annotava, fotografava, illustrava i luoghi e eolla vasta dottrina scientifica e locale, posseduta, ricordava quel che questi erano, perchè tali erano, e come, oline, fosse ormai tutto distrutto. E quel faticoso cammino, quel ricordo di. un genere di battaglia che sola la nostra civiltà può permetterai, battaglia non meno cruenta di quella in cui lasciarono il loro sangue milioni di nostri fratelli (polche, come ben dice, se furono distrutti in massa oggetti e opere d'arte di artisti locali non tutti spregevoli, caddero pure In frantumi, quando non furono cupidamente rubati, del capolavori che recano 1 nomi di quegli immortali generali dell'arte che rispondono ai nomi del Tiziano*