Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <_Copertina09>
immagine non disponibile

zelatori del risorgimento spuntati come una orribile fungaia di faziosi nella torbida atmosfera della quartarella.
Nel gioco di luci, di ombre e di toni di colore, dal quale nasce il quadro del risorgimento, noi vogliamo che quelli ab­biano la loro armonia, non stonature né giuochi invertiti. Per noi è luce l'anima eroica d'Italia che non perisce mai, da Cesare per Dante e Machiavelli, fino alle multifor­mi espressioni del risorgimento. Anima guerriera, pervasa da quella divina pazzia per cui la vita non ha valore se non in quanto si può tramandarla ai figli e restituirla alla Pa­tria in qualunque tempo. Per noi è ombra nella nostra sto­ria quell'anima utilitaria degli uomini savi, tanto amati dal Guicciardini, intesi al < commodo , all' utile , alla bottega ), alla rinunzia ; come singoli o come gover­nanti, sia per loro stessi sia per la loro Patria.
Per noi lo studio del risorgimento deve fornire alle ge­nerazioni nuove, che ne hanno bisogno, una scuola del carat­tere. Di quel carattere che non ebbero i vari dilapidatori del primo sforzo per l'unità, od i nuovi zelatori che oggi ancora rifanno il processo a Cesare in nome di Bruto o protestano contro l'imperialismo di Crispi. La disciplina che il nuovo sforzo unitario Mussoliniano va donando al popolo Italiano, così soldatesca come è, non va a detrimento, ma rafforza il carattere. Andrebbe a detrimento soltanto quando, senza una fede, e cioè col solo contenuto meccanico della storia o con le lenti di una cultura deviata, si trattasse della ubbi­dienza di servi o dì imbelli, non di soldati. La coltura e la falsa visione della storia che vogliamo combattere studiando il risorgimento con l'anima nostra, minaccia di determinare appunto nella gioventù studiosa, ed in genere negli Italiani, o uno spirito servile o uno spirito ribellai. Per dare anima di soldati o di uomini politici:, comunque di Capi futuri, ai giovani pensanti, volitivi e colti è necessario, e questo noi vogliamo, che nel presente clima storico, e non in quello de-