Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <224>
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224- Di* Vecchi di Val Oismon
certamente dire di Mazzini che fu anti-liberale e anti-so-cialista come fu certamente profetico nelTantivedere la fun­zione dell'Italia nel mondo quando questa avesse trovato colla sua indipendenza la perfetta unità. Quale poteva es­sere il cemento della perfetta unità degli Italiani se non lo stato? Dio e Popolo . Il popolo di Mazzini non è a la plebe è lo Stato .
La stessa visione di Gioberti, federalista, neo-guelfo, tanto lontano dal pensiero di Mazzini si conchiude nel Pri­mato con la affermazione profetica di una tale connes­sione fra il genio italiano ed il gm, cristiano radicato nella comune virtù creatrice, che il filosofo politico vede già nel futuro espandersi nel mondo una imperiale italia­nità ovunque sia cristianità. Pensiero da una parte, an­che qui come in Manzini, ed azione centrale ed espansiva dello Stato dall'altra. Terreno comune anche a questi pen­satori, fra loro così lontani !
Tutto il pensiero di Cavour e l'azione multiforme, sem­pre tempistica, sempre vigile, sempre fermissima di lui sono una continua affermazione dello Stato forte. Come in Mazzini l'idea repubblicana appare la parte caduca della dottrina, non fosse altro che perchè attraverso la Monar­chia o meglio attraverso la Dinastia furono raggiunte t' Tunità nel Risorgimento, la gloria militare nella grande guerra, e potenza e grandezza con forza di espansione nel -fascismo mussoliniano, così in -Cavour l'atteggiamento libe­rale appare la parte caduca della ciclopica azione. H suo li-beraleggiare non è fine a se stesso, è soltanto un mezzo qua­lunque per meglio governare. Fine ultimo sempre, in ogni contingenza, sopra ogni evento transeunte, sopra ogni fatto di cronaca-:; l'obbiettivo storico da raggiungere,; obbiettivo che si rivela allo stesso artefice, allo stesso creatore man ma-