Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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226
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226 De VMGM di VM Oimnon
possa rifulgere in tutta la sua luce. Sembra che sia prematuro pubblicare e sopratutto dare alle stampe tutto quanto di materiale documentario si possiede del Gran Re. Ma chi per poco abbia maneggiato le carte degli archivi del tempo, chi abbia comunque avuto modo di dare uno sguardo panoramico al Risorgimento con un poco di esperienza politica e sopratutto di governo, non può non avere rilevata la potenza determinante nella azione di questo Re, del t< Padre della Patria . In ogni contingenza, ad ogni svolta della storia, in tutte le ore nelle quali una situazione può sfociare nell'uno piuttosto che nell'altro modo, l'azione del Re si rivela de* cisivà. E' l'azione del capo dello Stato, di uno stato forte che sa quello che vuole, con tutto il bagaglio di 900 anni di tradizione, con l'amore al rischio quasi temerario e ad un tempo con tutte le prudenze,: Il piccolo Piemonte potè essere l'antesignano, il vessillifero, il nucleo centrale dell'unità e della indipendenza italiana perchè con se aveva lo Stato, ed al centro dello Stato la dinastia di Savoia; al seguito di ambedue : l'esercito, la forza.
Nel campo del pensiero, nella visione dell'unità, nella dottrina in genere, flnanco nel senso della storia le altre re eioni dettero alla formazione nazionale non meno del Pie-monte; nessuna potè dare l'apporto dello Stato, neppure la Chiesa eoù la sua immensa potenza spirituale, neppure il Regno di Napoli con la sua antica sapienza, col pullulare mirabile di ingegni, con le sue pur savie leggi.: La sola dottrina politica che avesse la forza per trionfare era quella che aveva a compagna l'azione. Mazzini l'aveva detto. Vittorio Emanuele, Cavour, Garibaldi l'avevano fatto, Centro dell'azione rimaneva sempre inderogabilmente : lo Stato.
Il pensiero della unità d'Italia e quello della indipendenza, come visione teorica e come aspirazione Ma si spen-