Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <227>
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gono mai attraverso i secoli, dal tempo dell'Impero univer­sale, per il Medio evo e per la Rinascenza, fino al Risorgi­mento. La continuità della mostra storia è negata soltanto dai negatori della Patria. Questi hanno a soli compagni gli adoratori di queir Italietta che creava per accesso al Campi­doglio quel pergolatino piccolo borghese o da osteria di cam­pagna elegantuccia, con quel Colino da Rienzo dal pie­distallo ben decorato di minuti frammenti di scavo, e con quelle gabbiuzze per tenere imprigionati lupi ed aquile che sono un'amore. E persistono ancora. X/affermazione è invece frutto dell'Italia fascista, cui Mussolini crea la via dell'Im­pero ed isola il Campidoglio intorno al Gran Re ed al Sol­dato Ignoto fra la maestà dei fori che li abbracciano.
H pensiero dell'unità, dicevamo, non si spegne mai nep­pure nelle ore di più grave oblio, di peggiore rilassamento, di più assoluto abbandono. Neppure quando permane e in­gombra l'ostacolo più grave, anehe quello eredità dell'Im­pero insieme alla tendenza all'espansione ed alla potenza; tendenza che non rimane meno perennemente viva se pure in possesso soltanto di quelle minoranze le quali sono sempre determinanti della volontà delle masse. L'ostacolo più grave sta in quel certo senso di più o men vago internazionalismo che ha costituito per lunghi secali una degenerazione del senso imperiale di Roma; talora appoggiato direttamente iHa 'maestà dell'Impero sempre splendente, talora appog­giato all'indispensabile, perchè provvidenzialmente voluta, BUpernazionalità della Chiesa di Roma erede dell'Impero su­gli spiriti della umanità.
Per rompere questa crosta, talora troppo nobile e di ma­teria troppo elevata, talora troppo misera ed avvilente, era pur necessaria una forza centrale ed operante, una forza di volontà armata di baionette e di cannoni e di leggi unitarie 5