Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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228
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228 De VecoM di Val Cismon
uno Stato. Fu quello piemontese. Il miracolo si opera in tredici anni: fra il 1848 ed il 1861. Il resto è complemento, è perfezionamento, è concorso alla grande opera. Poi vi è il collasso dell' Italietta di tutte le decadenze, infine Vittorio Veneto che genera, col fascismo mussoliniano, gloria e potenza. Ma come sì opera il miracolo! Pensiero ce m'era : sveglio, vigile, attivo in ogni parte d'Italia. C'era nel periodo napoleonico e c'era prima, come ha bene sdi?Sfco in queste pagine Arrigo Solmj urgeva alle porte di tutti gli sta-terelli esatti di volontà eoleftiva' e M isÌ<ÈD MRovani vite dal 1821 in avanti; ma non poteva trasfondersi in azione decisiva e costruttiva. Il vecchio impero austriaco gravava come un incubo sulla penisola, l>ìn era così stolto da lasciare la preda ;se la forza delle armi non glie l'avesse ritolta. Per battersi contro il secolare nemico, che nel giro di settantanni doveva poi cadere abbattuto ed infranto a Vittorio Veneto, gli Italiani dovevano stringersi intorno ad uno Stato che non poteva generarsi dal nulla. Fu questo, non vi ha dubbio, lo Stato sabaudo, con tutto il bagaglio di una tradizione guerriera, di un ordine che rasentava la pedanteria quando non la raggiungeva, di un in-erogabile senso della autorità e della giustizia, cementati dalla piena confidenza fra una dinastia guerriera ed un popolo abituato da molti secoli a mettere a disposizione dei suoi capi, dei suoi Principi fino all'ultimo soldo e fino all'ultima goccia di sangue dei suoi SgE. H territorio era minuto; era stato invaso nei tempi; ma sempre per pochi anni,, non mai domato se non da Roma madre di tutti. L'Istituto che teneva il legame fra i vari strati del popolo, la Respu-blieà )>., il Regime lo Stato , aveva sempre avuto un carattere di forza : sia per la natura militare di questi figli dei Taurini, degli Insubri, dei transpadani, sia per il ti-