Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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231
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dio della democrazia, ed a tutta gloria degli immortali principii del 1789 e delle derivazioni straniere di quelli. Liberandoci italianamente da tutto quel ciarpame come ci siamo liberati, non possiamo far di meno che vedere nel fondo, al di là delle mascherature crollate, la verità rivelata come un blocco montuoso nel cielo cristallino.
Lo stesso ridere che si fece nella Toscana di prima del 1870 dei vari u travet , scendenti dalle Alpi magari con uh bariletto di vino del Monferrato trasportato nell'abbondanza mirabile della Val di Chiana, che, come la famosa sentinella, rispondevano : indietro te e il muro nel nome sacro del regoulament ; lo stesso tipo del carabiniere che non sapeva e non voleva sapere né leggere né scrivere conoscendo soltanto la sua consegna, costituiscono la prova della formazione granitica di quello stato, il quale doveva indebolirsi poi fin quasi alla dissoluzione soltanto per il divulgarsi di assurde utopie e sopratutto per il prepotere illecito e nocivo del parlamentarismo degenerante.
Con tutto ciò, sia ben chiaro, non si intende fare qui la esaltazione di uomini, di stati di animo, di famiglie e di gruppi che, più o meno vicini nel pensiero, governarono ed operarono in Piemonte prima e dopo l'avvento al trono del Re Carlo Alberto. No. I vari Solato della Margarita erano eertamente dei perfetti galantuomini, attaccati al loro Re ed al loro campanile in modo altamente encomiabile. In loro riviveva tutta una mirabile tradizione d'onore; e non v'è dubbio che nella tradizione stessa, prima di ogni altro principio, vivesse quello della forza dello stato. Ma quegli uo mini furono così poco nazionali, ebbero vista così ridotta che la loro miopia fu sorella della cecità e per ostinazione così retriva da considerarsi di nocumento alla Patria. Essi cooperarono troppo mal volentieri alla formazione dello Sta-