Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <233>
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n Senso dello Stato v. nel Risorgimento 233
vento fresco della novità fascista non distruggerà la tradi­zione mirabile del Risorgimento. Questa non è fiore di serra, ma quercia frondosa che getta le sue radici nel suolo distoma. Di là ha origine lo Stato. Da Roma, e dalla forza imperiale Ohe ne emana, forza di espansione più ancora per il pensiero che per la potenza guerriera ; se pure da tale potenza non ri­pugna affatto. Tale la tradizione che bimane. Il resto non è storia: è cronaca.
Per ora interessa precisare che le opere grandi com­piute dal popolo italiano per ritrovare la sua indipendenza dallo straniero e la sua unità ebbero per cemento coesivo e per centro di azione lo Stato forte. Che questo granitico nu­cleo ebbe, sia pure nella sua più minuscola essenza, la tra­dizione e la fotza di Roma. Roma, faro perenne della uma­nità.
Negli uomini che Io Stato diressero e rappresentarono, come in quelli che fuori dello Stato alla grande corrente die­dero vita e vigore di opere, noi andremo dimostrando quanto fosse connaturato il senso della storia, che seppero vivere come una realtà presente, la quale, se dal passato aveva la linfa, non doveva servirsi tuttavia di quello come le donne leggere usano dello specchio.
Fu così che lo Stato fu forte e che gli uomini ebbero del carattere. Così è che lo Stato fascista oggi è forte e che i giovani, per imparare l'arte di governo da chi la conobbe e da chi la conosce, dovrebbero cercare di assorbire dello spirito mussoliniano la forza ed il carattere.
Gli eroi sono nella storia ilei popoli come i grandi fari negli oceani aia purtroppo sono rari, ed i naviganti deb­bono affrettarsi all'orientamento quando stanno nel raggio della loro luce. Per lo Stato il faro mussoliniano segna l'au­torità, per gli uomini segna il carattere.
de Vecchi di Val Cismon.