Rassegna storica del Risorgimento

1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <242>
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Giorgio PuUo
aspetto il moto iivfQj"tt<isé del 1857 cui il .secondo si ri l'eri see, di re t Lineare o aggiungere .qualche particola re all'accuratissimo s in­telligente racconto su L'ultimo moto maszinìcmOj tessuto dal Mi­chel trent'aònj! or sono su fonti edile* rtèàiSie 0 M-tro poche notizie intorno all'episodio saranno offerte dal carteggio del Console sardo a Livorno, commendato!- Giuseppe Magnetti, dili­gente osservatore, se non sempre giudice acuto dei fatti che si svol­gevano sotto i suoi occhi (4).
tf In generale si gode piena tranquillità, e glil uomini si ralle­grano nelle apparenze dì ubertosi raccolti , scriveva il 3 grugno il Magnetti al Conte di Qavoiir, e il 19 giugno, a proposito del fer­mentio panico della processione della Riiomata, suscitato secon­do lui! da un cavallo imbizzito e da una donna caduta, nel trambu­sto, da una sedia, si domandava se fosse più ridicolo il popolo per pusillanimità o il governo per puerile apprensione. Vero >é che, non ostante questo ottimismo tutta la corrispondenza rivela uno stato perenne di agitazione in Livorno e in Toscana, una vigilanza assidua, sospettosa e, come fu poi dimostrato dai fatti, ben giusti­ficata da parte delle autorità, informatore esprime più d'una volta il sospetto che le mene rivoluzionarie fossero opera dil agenti napo­letani o austriaci, sempre intenti) , così egli dice, a screditare la buona causa (5). Ma non è necessario pensare, nel '57, a subdole manovre di potenze italiane o straniere, per ispiegare gli sporadici episodi rivoluzionari, il continuo allarme della polizia. Emissari, stampe, danaro di provenienza mazziniana penetravano in citta, vi mantenevano il fermento, acquistavano partigiani fra il popolo, ten­tavano non senza frutto i militari!, esasperati dalla leva, dalla se­verità e dall'ingiustizia ch'essi lamentavano nel reclutamento (6). Quei liberali moderati, Lafariniani in una parola, che facevano capo a Vincenzo Malenchini e ai quali il Magnetti, fin dalla metà di feb braio dei '57, attribuisce il merito di aver impedito nuove stra­nezze da parte dei repubblicani (7), potevano essere, in confronto di questi1, meno risoluti; ma erano anch'essi avversi! al governo, e
() 13. JSfaOHKL, I':>'ultimo moto tmtzsimtiTii) ibSfFfl. - Episodio drstoriaf/fife siiomi (eia memorie inedite del tempo e da documenti d'areMvio). lavorilo, 1903.
j Ai:oliivio di Stato di Torino, Consolati Nazionali, Livorno, 1856-1860.
(5)'. JMttm, MagiiBlitì ài Ùtiaid l'i Cavour, 0 'febbraio, 8 maggio, 1 luglio, 0 luglio 1857.
(6) Ibì'lim, 8 aleggio Ì;8i57.
CI) Ibidem, 16 febbraio 1857.