Rassegna storica del Risorgimento
1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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243
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gli ani e gii altri1, lira loro concordi o discordi ila un programma di rivoluzione immediata, formavano quella energica minoranza politica in cui risiede di norma la forcai lei! rinnovamento.
L'accoglienza fattoi a mèta gennaio dal Municipio e dalla cittadinanza di Livorno al Granduca e ai principi sposi dava occasione alla stampa mazziniana, pubblica e cmndestina, di coprile di ridicolo e d'infamia il gonfaloniere Luigi Fabbri,, il poeta d'occasione padre Mccolini e quanti altri, di buono o dii mal animo, avevano preso parte ai festeggiamentìl ()'.- 'Era il febbraio ed il marzo una sorda agitazione si andava diffondendo fra i giovani esaltati e ligi a Mazzini e minacciava di prorompere in aperte dimostrazioni. Significato di protesta dovette avere, tra l'allegria del carnevale, quella mascherata ricordata dal Magnetti dì cento dodici Individui della plebe in House, armati di grossi bastoni con sacco sulle spalle ad imitazione dei Svizzeri) arruolati al servizio di Napoli, cbe sogliono passar per Livorno a quella destinazione i i quali percorrevano con marcia regolare le strade e venivano salutati a fischi ; tant'è che s'era creduto opportuno farli circondare da una compagnia di bersaglieri con gendarmi, disperderli, arrestare e perquisire i pochi che avevano resistito (9).
Balla metà di aprile in avanti i motivi di allarme, i sintomi rivoluzionari, le voci paurose si fanno più gravi e più insistenti : si parla nella nostra corrispondenza di scarsa sicurezza delle campagne, specie al confine romano, del malcontento per le leve, di disturbi in Arezzo per il caro dei viveri, del tentativo di sbarcare armi al Gombo. Se la celebrazione dell'anniversario dil Ourta-tone e Montanara e l'annuncio della venuta del Bontefìce provocavano una nuova invasione di stampa clandestina, contribuivano ad accrescere il turbamento e i sospetta due luttuosi) incidenti cittadina: l'incendio dell'Arena dei Condotti e il panico della processione della Ritornata. E v'era anche un anonimo che avvertiva caritatevolmente il curato di San Domenico di tenersi! pronto a sonare le campane a stormo la mattina del 7 giugno per tempo. Di qui una permanente inquietudine nel Governo. La guarnigione veniva cai forzata di) alcune centinaia di uomini, che facevano bella mostra di sé nella rivista passata dal generale Ferrari. PerquMzioni ed arresti si moltiplicavano in ditta, specie fra il popolo, alla ricerca di
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flfli A, S.< , Oontolati tilt., 10 febbraio 1857.