Rassegna storica del Risorgimento
1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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245
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e dal Simeoni. e questa, forse, insieme con altre ragioni che possiamo vagameli te supporre, sa 11 zi < univa una certa qua! disugnnglian-za, che le istruzioni no avevano contemplatoti
U Simeoni giunse-;a Livornu il 18 giugno, il Cassarmi l'aveva precettato eotà di cinque o sei giorni, quando arrivassero il Quadrio e il Civinini non risulta, ma certo in quel giro di tempo (13). Ai primi contatti coi popolani-,: cfce costituivano il nerbo dell'organizzazione mazziniano,, il Cassarmi aveva sentito che mancava all'azione un centro direttivo e aveva cercato invano di persuaderli a scegliersi ira loro tre capi che si tenessero in relazione con gli . emissari mazziniani e stabilissero definitivamente le operazioni! necessarie. Al medesimo scopo e col medesimo risultato sperano in seguito adoperati anche il Simeoni e gli! altri due amici. Ma il difetto era di altra natura e assai più grave di quanto essi non potessero forse comprenderai;, 1 trattava del problema, tante volte agitato e discusso in due terzi -di secolo,- di far nascere, di importare la rivoluzione. Se Genova,. Livorno e Napoli rispondevano all'appello, tutta l'Italia era in lamme : qnesa> M" speranza di Mazzini e dei suoi, che giudicando da se stessi; e dalle con'isponcienze degli amici, si lusingavano di vedere il popolo insorto non appena qualcuno levasse un grido e una bandiera. Tutto stava in qnel ;,,. cè nelle condizioni locali, nello stato d'animo degl'Italiani, imponderabile senza la prova dei fatti; e i fatti dimostrarono che la speranza era fallace I popolani1, abbenchè di ottimi prineìpii, a malincuore vedevano che nomini non livornesi dirigessero un movimento livornese, ed ogni loro sforzo tendeva a procurare ehe indivìdui del partito moderato, ma di molta influenza nel paese, si po-nessero come loro capi; essi erano in altre parole pia orientati verso i Lafarinioni. che noffi versò MaziÉfiL
Un tale atteggiamento alla vigilia della Tivolazione ebbe per conseguenza di inasprire le relazioni fra le due parti e di creare dissensi fra gli stessi emissari mazziniani. Stabilita dai capipopolo una riunione in casa Malenehini1 a cui erano stati invitati il Cassa
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