Rassegna storica del Risorgimento
1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1933
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247
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Una lei lem di Massi ìli 0 U mofiò liromesù dui 1807 247
Btig, mentre il Simeoni riunì neva e operava in Livorno, il Oassarini e il CEvinini estendevamo là traimi alle altre province, il primo visitando Pisa e Lucca, il secondo Pistoia, per rendersi conto dello stato degli animi!. Essi riportarono l'impressione che generale fosse il nialumorcntro il governo M JiUtte le classi dei cittadini,, ricevettero l'assicurazione elle? il moto Livornese sarebbe stato indubitatamente seguito e ne diedero notiziai ai popolani, ai quaB tfc: medesime garanzie furono ripetute poco dopo dagli emissari di quelle città inviati a Livorno onde stabilire i segnali da darsif il giorno della rivoluzione. Ma esitando ancora i Livornesi a prendere una risoluzione definitiva, {(stanchi di rimanere inoperosi dopo dieci giorni di negoziati, il 27 giugno il Cassàrini e il CivininU decisero di portarsi a Genova , sia che considerassero ormai fallita l'impresa, sia, com'è più probabile, che intendessero consultarsi con Mazzini (16). Ma non se ne fece nulla : il 28, giorno destinato alla partenza, i popolani risolsero finalmente d'insorgere per il 30.
La sera dei 29 il Simeoni1, uscito dal .suo nascondiglio, venne condotto al Caffè del Casone, dove ritrovò gli amici e dove, in un abboccamento fra il Quadrio e il Comitato dil Firenze, fu concertato che i Fiorentini avrebbero seguito Livorno. Lo stesso ignoto che l'aveva guidato al Casone, gli disse di seguirlo in via San Benedetto, senza precisarne il motivo. E 1 in un giardino, dopo breve attesa, giunsero diversi capi centurie, dei quali alcuni egli) già conosceva. Tenuto parola di ciò che aveva ad eseguirsi e conosciuto il numero di coloro che avrebbero iniziato il movimento, senza far calcolo di quei capipopolo che si erano ritirati, e che alcuni sostenevano sarebbero immediatamente venuti, a dare aiuto , furono prese le ultime disposizioni'* Dalle quali è dal corso e dalle conclusioni delle trattative appare chiaramente come l'elemento popolare e locale, sia pure stimolato e guidato dagli emissari, costituisse il nerbo, militarmente e rivoluzionariamente ordinato;, dell'organizzazione mazziniana, e avesse serbato una certa autonomia e una certa. Jir
Pifi) A impesto patito del /StofljjW'tV fe uRgikp- n imtrgino' l'elenco dòlio som-mmiatr;izoui fatti) al Casaariaf 6 ni Givi nini, fe ciòft aì pl'ìtAo, da Mas-Bini in Genova L. 250, da Quadrio a Livorno L. 1(10, in tutto franoai 430 ; al ocondo, fida Mazzini in Genova li. 250,da Simooni in Oonuva ti, 25, da SUmooni .Livorno L, (W/40'ÌJll.fe;Tt?nftv tOO, in MfctoVIi, 0S. m avverte inoltra che o il prao .àtri, éuddetftt- pei' dfrea 30 gVotni é BtntV pagato dal Si-meoniv.