Rassegna storica del Risorgimento
1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
<
1933
>
pagina
<
250
>
250
Giorgio Falco
tal latito vi trovammo contro tutta la truppa, perchè non. essendi ancora sortita, fu messa otto le armi, e cosi i soMaM die avevano con noi inte ligenza, trovatisi in mezzo agli altri, cernie hanno in appresso essi stessi dichiarato, sono stati costretti ad opporsi.
Non essendo allora potuto penetrare nella Fortezza Vecchia perchè Ita ritirata la zattera alla riva opposta é cniusa la porta della medesima, mi portai con, gli uomini armata di fucile sulla Piazza d'Arme e per la strada prendemmo i fucili degli uomini di guardia all'Ospedale Militare, che loro stessi insieme a della munizione ci consegnarono. Al mio arrivo di già si combatteva coraggiosamente in tutti i posti e molli cadevano al grido di Viva l'Italia'ina la nostra posizione diveniva sempre più pericolosa perchè, oltre; aAPesaere esposti al fuoco ohe da tre parti ci veniva addosso, fummo assaliti da una forte colonna speditaci contro dalla Porta Murata.
Vedendo inutile il prolungare su quel luogo il combattimento, e che altro non portava che un inutile spargimento di sangue, tanto più che era impossibile impadronirsi del Palazzo Bucale e Governativo e della Gran Guardia, che in parte era stata disarmata, mi diressi battendo in ritirata sulla Piazza del Voltone, dividendo le forze in due piccole colonne, passando una per la Via Grande e l'altra per la Via dèlie Galere in vicinanza "della Fortezza Nuova per vedere se alla squadra Mattanti era riuscito impadronirsi della detta fortezza. Visto come anche in questo punto nulla si era potuto fare perchè fu ritirato il ponte al momento elio uno si era slanciato su di esso perdendovi la vita, ci precipitammo sulla Piazza del Voltone ponendo le spalle al muro e facendo fronte alla truppa che c'incalzava.
La resistènza però fu di poca durata e molto micidiale, e tutti saremmo rimasti sul luogo se la truppa di guarnigione alla Fortezza Nuova, che stava alla nostra destra ci avesse fatto fuoco sopra; ma essa rimase spettatrice indifferente è lasciava a noi la libertà di opporci alla troppa che si aveva di faccia e la facilità di ritirarci da quella parte, siccome avvenne* non avendo trovato altro ostacolo che una brigata di quattro gendarmi, che pagarono reolla vita la resistenza che ci opposero.
Dopo di ciò molti si ritirarono ed io con altri dieci ci dirigemmo verso il Reclusorio per via apprendemmo che tutti gli sforzi colà fatti1 erano rimasti delusi e dispersi gli assalitori. Prima però di giungere in Via Sudicia perdetti setto dei miei compagni perchè, costretta di difenderci dalla truppa che ci inseguiva, quattro caddero morti e tre feriti.
Allora ognuno cercò di salvarsi prendendo varie direzioni ed io