Rassegna storica del Risorgimento

1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <251>
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rimasto solo senza conoscenza del paese non sapevo ove rivolgermi. Scontrai a Gaso camminando il Canìbìaggì. ed il Barbini, due capino polo, ai quali avendo latto ricerca dei miei compagni, dai medesimi appresi corno Cassano} e CSvinfai erano stati in. -mezzo a loro incorag­giando gli altri col loro esempio ed armati di soli stili, (perchè Profumo non spedi le pistole che aveva promesso); Anche quando tutto volgeva in rovina essi non volevano abbandonare quei posti, desiderando piut­tosto morire che ritirarsi, gridando a coloro che s'allontanavano; Ve­nite, venite a combattere, si muore almeno dà eroi. Queste parole non furono ascoltate ed abbandonati da tutti, si posero finalmente in salvo >.
In poche ore la sommossa era stata sanguinosamente domata. Se ì rivòltosi s'erano illusi di tÈovarappoggio nei cittadini o nei soldati, la loro fiducia si era dimostrata vana, poiché gli uni, come c'informa il Magnetti, avevano fatto a gara per trova* scampo nella fuga, gli altri s'eran condotti) mirabilmente nell'esercizio del loro dovere . Compiuto il quale, dalle 11 in avanti, per tutta la notte, avevano dovuto accompagnare alle case loro un gran numero di cittadini die in tanto trambusto n'erano rimasti divisi colla coster­nazione delle rispettive famiglie .
Se e quale parte abbia preso il Quadrio all'azione, non risulta dal nostro rapporto (19). Dopo il colloquio col messo del Gomitato Fiorentino non se ne fa più parola. Del Gassarini e del Civinini! si sa con sicurezza che subito dopo il moto ripararono a Genova, e al­trettanto fece probabilmente il Simeoni. Certo è, qualunque ne fosse la ragione, che uè le ricerche della polÈ5ì né il processo, non riuscirono a mettere in chiaro quali) fossero sta38 i Capi, quale il disegno della sollevazione. All'impresa fallita tennero dietro, co­me accade, recriminazioni e polemiche. Kulla avevano da rinfacciar­si i capi pel loro valore personale ; ma dopo la delusione dell'insuc­cesso era umano non arrendersi alla dura realtà, cercare i motivi del fallimento, illudersi di trovarli in qualche particolare dell'orga­nizzazione, nell'ipotesi vana che senza quegli errori tutto sarebbe riuscito a buon fine. Civinini e Cassarini, ch'erano stati lasciati in disparte, rimproveravano soprattuttflH il convegno presso il Malen-chini, che aveva, secondo loro, compensato la fiducia riposta in lui
(39) Secondo il MICHEL <rit pp. 44, 50, 66, notevolissima, contro do die ai dovrebbe ragionevolmente conolndere dall'assoluto Lionato del Rapporto,