Rassegna storica del Risorgimento
1857 ; LIVORNO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1933
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252 tìforffw ValWi
col calunniare gli emissari mazziniani e con lo spargere la diffidenza fra il popolo ; lamentavano che non fossero state assegnate a ciascuno attribuzioni determinate ; condannavano tutto il piano e lo wol-gimento dell'azione, la scelta dei lunghi, la pubblicità delle adunate, l'insistere sul disegno non ostante l'evidente allarme del governo, la mancanza di uu punto dì fcóncejit?amento, l'insufficienza delle armi, il disordine e l'anaréMa ; .si dolevano infine di esser stati tagliati) fuori dal comando per difetto d'organizzazione (20). TI 19 luglio, prima di allontanarsi dall'Italia il Simeoni sii appellò a Mazzini col suo rapporto, al quale gli amici aggiunsero le loro osservazioni (31). Abbiamo visto quale sia stata la risposta; le due incerte iniziali sono ormai spiegate: corrette ; la frase mutila sonava pfO-
(20) Tutto ri."> dallo loro, osservazioni. I duo ama ci insistono sulla, oscurità in cui taxitì etati laSei-ati; Bull'organ izznziono e' : sM: icario d'azione, senza farine risalire esplicitamente la colpa alla mancanza di contatti diretti col Simeoni e alla prudenza di quest'ultimo nel sottrarsi alle ricerche della polizia.
(21) Nell'Archivio Lamarmora s'acoompagna alle copie del Jiapporto e detta lettera di Mazzini, copia aiutila della. Seguente lettera indirizzata dal Simeoni ad un ignoto amico prima di lasciare l'Italia :
O.mo amico
.... . -
Inimico ostinato di chi parla sempre di sé e delle opere suo, lorchè si tratta di Patria, oggi sono mio malgrado astretto a calcare questa per me schifosissima via. Tu òhe mi conosci comprènderai che Ciò scrivo non già. per far igjompa di quello che ho onorevolmente potuto fare in bene del mio paese* ma soltanto a dileguare certe voci ohe malignamente e stoltamente hanno alcuni sul mio conto accreditato.
Ed ìn<a*na un pef chi 98 dwfc s di" ogni altre spinte ,a eie. -lare?1 'La mre Non ridere; perchè se non era creduto morto da taluni, questi "non avrebbero certamente profferito a mio carico più bugie che parole, ed io- ora non potrei ricacciare loro nella gola tutto pelle stupide mormoràzl'oul,. di che si sono air cozzati, perciocché non è cosa più facile di avere ragione anche calunniando, contro ehi, avendo ragione, non può più rispondere.
13 siccome chi è stato capace una volta di mentire, credendosi di non poter essai* mascherato, può ripetere la médéswuà canzone: in altre occasioni,, perciò abbandonando l'Italia, lascio il rapporto da me fatto ed inoltrato al Mazzini con le osservazioni che i miei compagni Cassai-in i e Crviniai hanno creduto faro, olle quali aggiungo alcuni rilievi per fax conoscere non essore Le medesime dì alcun ipeflOr! e. solo scritte spinll dajUa. ueeessibà in che: trovavano,: elee coti', aver detto che il movimento livornese era fallito per fatti e colpa mia.
Non seguirò già l'ordine dai medesimi tenuto nello osservazioni, ma rispon-darò' a 'quelle che pia. mi riguardano.
In primo conviBe che rettifichi un errore nel quale sono quei due ragazzi .
La lettera ci assicura, se ve ne fosso bisogno, della relazione esistente fra il Rapporto e la lettera di Mazzini, e c'illumina intorno allo stato d'animo dei capi dopo il fallimento del moto livornese.