Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PIO VIII ; CONCLAVI
anno <1933>   pagina <264>
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Collegio, non seppe fare a meno di riprovare l'operato dell' Ambasciatore napoletano e di indirizzargli una lunga nota * per .ricondurre lo zelo di lui sulla via della moderazione .
Il rapporto conservato in minuta nell'Archivio della Real Gasa di Napoli (15) merita di essere trascritto nelle sue parti più im­portanti :
Per quanto riguarda il Cardinal De Gregorio ella è per avventura an­data al di là di quella misura di trattative die alla natura dell'affare si conveniva. S. M. e nel precedente conclave ed in questo tuttora pendente, tra 1 Cardinali la cui elezione al Soglio Pontificio si vedrebbe con dispiacere, mette il Cardinal De Gregorio. Fondamento di questa sfavorevole prevenzione per questo Porporato altro non è mal stato, che l'opinione da lui esternata sul Concordato del 1818. Egli era dei Cardinali del partito contrario all'ot­timo Cardinal Gonsalvi, e siccome ne fu. questi autore, per spirito di partito, ne attaccò le basi, specialmente nella parte dell'ecclesiastica immunità. Anche a riguardo che un certo stralcio di esecuzione del Concordato anzidetto pende tuttora, è stato ed è a S. M. discaro di aversi la materia a rlmurginare con un Papa, che da Cardinale aveva sentimenti sfavorevoli manifestato. Era anche a notizia della M. ., che né la Corte d'Austria né quella di Francia fossero proclivi a promoverlo, né si poteva prevedere che il Conte di Chateau­briand si avvisasse di mandare innanzi un uomo che si faceva pregio di essere capo del zelanti ed in certo modo parteggiano del Gesuiti (16). Quindi la M. S., ferma sempre in questi divisamente le ha ordinato di procurare di sua parte che l'elezione cadesse ih uno di quei Card Inali, i quali accoppino all'odio delle sette, moderazione di principi, anziché servile attaccamento alle pratiche ran­cide della Curia Romana. Non è sÉàfo mai però Intenzione di S. M. di attac­care il Cardinal De Gregorio di mancamento di virtù ecclesiastiche e Civili, e molto meno avergli a delitto l'alloggio dato ad un suo nipote,, esule dal Regno per politiche opinioni. E' ben lontana la M. S. di attribuire questa condlficendenza del Cardinale ad uniformità di principi ma l'ha sempre} ripu­tato atto di umanità verso il disgraziato. Ella non faccia quindi parola del­l'alloggio dato al nipote esule: e si limiterà a tenersi all'orecchio dell'Amba­sciatore d'Austria, manifestandogli le innocenti ragioni che ha S. M. a non desiderare l'elevazione del Cardinale anzidetto. La M. S. non può fare altro che pratiche indirette e segréti non godendo il Real Trono di Napoli di alcun diritto di esclusione.
(15) Archivio Staiti) Nàpoli, Casa Reale, f. 1004. Il Cav. De* Medici al Mar-chcne Faaealdo in Róma, 10 marzo 1829.
(1(5) Non era questa, l'abbiamo visto, l'opinione dello Chateaubriand.