Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PIO VIII ; CONCLAVI
anno <1933>   pagina <266>
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Ruggero Monetiti
Nfiiruitlnjo conclave, quando la Corta d'Austria tìe usò per lì Cardinale Severoli fu agitata nel conclave la questione se avendo l'Imperatóre lasciata Ta qualità d'imperatore della Germani.-i gli fosse rimasto ugualmente il diritto d'esclusione;.,'dinjostra che non troverebbero presso del Saero Collegio faette accesso delie pretensioni a questo diritti prive di ogni solida base* Quindi n noi non resta che porre in opera pratiche indirette e segrete onde De Gre-' gorlo non sia elevato, e nel far tali pratiche non dovrà farsi motto delle circostanze particolari relative al nipote. Non sarebbe discaro a S. M. che la ecelta cadesse su Cappellari ; nella conclusione del Concordato Éa i Paesi Bassi si mostrò egli animato da quegli tessi principi che abbiamo ammirali nel Cardinal Consalvi, ed è quindi probabile che lo stesso spirito di con­cordia porterebbe egli BUUU sedia di S. Pietro Si ;.
Si facevano innanzi, intanto, due nuove candidature, quelle del Car­dinale Pacca che giunse ad avere sino a diciannove voti e quella del Cardinale Cappellari che da nove -voti salì fino a dodici. Tre, oltre il De Gregorio scriveva in quei giorni lo Chateaubriand al conte di Portalis sono tra i concorrenti particolarmente designès i /jCappel-lari, Pacca e Giustiniani.
U Cappellari è un uomo dotto e capace, è Austriaco e passa per sti­mato ed ardente nelle opinioni religiose : Pacca è indebolito dall'età et la memoria comincia a venirgli meno ; Giustiniani, zio del Card. Ode-scalchi, è portato su d ali'Aristocrazia Romana.
Il 30 marzo De Gregorio, sostenuto da un folto gruppo di Cardinali alla cui testa erano Boario e Falsacappa tornò ad avere ventitre voti. Sebbene la Corte Austriaca non fosse disposta ad avvalersi di nuovo del diritto di veto (18), il Cardinale Albani dichiarò, che ove la maggioranza dei voti continuasse a cadere sul De Gregorio, egli avrebbe dato l'eaclu-sione della Corte di Vienna. Ammirabile d'allora in poi fu la condotta del De Gregorio, che cooperò per l'elezione del Castiglione. Quest'ultimo aveva ripetutamente protestato di non sentirsi l'animo di sostenere il peso della Tiara Pontificia j e fu De Gregorio appunto che riuscì a fargE promettere che avrebbe accettato nel caso che la scelta fosse caduta su di lui.
H giorno 26 marzo l'esito dell'elezione era ancora dubbio, malgrado gli sforzi del Cardinale Albani, e malgrado il contegno che, come abbiamo visto, aveva assunto il De Gregorio sulla cui persona si racco-
(17) Archivio Stato Napoli, r Medici a Fuscaldo, 26 marzo 1820.
(18) Vedi documento YI,