Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PIO VIII ; CONCLAVI
anno
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1933
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pagina
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273
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Il governo napoletano e il oon<clave M Pio WlIJ 273
sono stati in discussione. Per' jà. Snaturare una lettera trasformandola In rapporto di trattative, ho creduto saggio consiglio formare un foglio contenente il ristretto delle operazioni che Invio con questo corso di Posta al Principe di Cassero insieme a due altari;,!fogli, che gli servono di schiarimenti; l'uno è la copia del Memorandum che ho lasciato in mano del Segretario di Stato: l'altro copia della memoria datami dal Marchese Tommaso e che riguarda l'Arcivescovo di Sorrento.
V. M. vi vedrà che l'affare è menato a buon porto* e salvo gualche cambiamento che non saprei prevedere, il Papa e il Segretario di Stato sono senabratì:.contentissimi delle forme da me divisate nel Memorandum: aggiungo qui solo alcune cose che nel ristretto non ho detto, perchè dovevo Inviarne copia, come ho già fatto, al Ministero degli Affari Esteri in Napoli Iter passarla al Marchese Tommasi.
11 Papa è gratissimo a V. M. per la Influente cooperatone, cine ha adoperato a suo vantaggio nel Conclave. Per l'ultima visita che V. M. gli fece innanzi ja sua partenza il Santo Padre è rimasto attaceatissìmo : e tutto quello che, salva la sua coscienza, può fare 11 farà certamente, a preferenza di qualunque altro Sovrano. Quanto -a me personalmente mi ha ricolmato di gentilezze come ogni uomo privato avrebbe fatto' per una vecchia conoscenza : ed ha spinto la sua generosità fino a farmi dono di una bella corona di onice legata in oro.
Della discussione dell'affare ne ha parlato con piena libertà, e come nomo di sommo senno: infatti quanto alla dlssagrazionè, avrebbe voluto più reticenze per mettersi al coperto delle grida dei Vescovi di Napoli e qui debbo a V. M. che essi sono quelli che coi loro privati rapporti* e con le loro fantastiche idee giurisdizionali fanno tutto per metterci male con la Santa Sede, e sopratutto dicendo peste del Concordato.
Il Papa è molto amico di Blacas. e credo che più avrebbe fatto se non avesse temuto di offendere il di lui amor proprio concedendo più a noi che non avesse fatto a lui. Serbi V. M. queste mie avvertenze nel più alto segreto.
La nostra conversazione durò oltre un'ora. Volle che io lasciassi al segretario di Stato un memorandum, su di cui mi promise di modellare gli ordini da dare al Nunzio, e siccome Io nel partire insisteva sempre che gli ordini da. darsi ai Vescovi fossero chiari e precisi, mentre egli voleva tenersi un poco alla larga, prendendo io un tuono scherzevole mi ricordai che prima di essere Papa era. stato jjenlienziere e quindi doveva bere a bocconi e non a gocce. Cosi rimanemmo... Con quanti, ho parlato di tutti gli ordini hanno altamente ammirato '** ro* religione ed umanità, 11 suo amore per le arti e le manifatture; ma le dirò poi con la stessa franchezza che il lungo suo seguito non ha incontrato, fattone paragone con quello che aveva l'Imperatore