Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE ; CROSA DI VERGAGNI MARIO
anno
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1933
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pagina
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277
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FMtf'wfàlo H W 19.a>poli wsto da un Mokrmaùòo pkmontese if
con darsi di teste di legno o dì riservare ad alcuni suoi Ministri, come il buon Principe di Oassaro, la part ó3 itoattanl, lasciandosi invece dominare da altre persone indegne di fiducia.
Nasce COSÌ nel' sovrano una inesatta visione delle vicende pòli bielle e dei bisogni dei popolai in parte inaseostigii dai suoi ministri, .osi a proposito della questione Siciliana che dopo il 837 va assumendo sempre maggiore importanza. re ha lui; itet yfeare la Sicilia ed ordinare provvedimenti fulminei .che non. rcontentano nessuno : sembra èhe egli pera: veda, *pehi, del resto, per non :dfre nessuno di quanti lo circondano, hanno un'esatta comprensione del momento.
La Sicilia, osservano due Inglesi d'alto affare 9 (4), è un continuo pericola H governo, la lascia nei1 pu! completo abbandono e, appena ne scorgano la possibilità, gl'Isolani insorgeranno. A ciò contribuisce la mania di centralizzazione che ha invaso il governo napoletano.
In Sicilia, nel 1839, si era divulgato uno scritto che portava in epigrafe il motto: La Sicilia è una, ed i regni sono dnej esso tendeva a provare la precedenza e maggior importanza della Sicilia sugli altri dominj della corona1 di" Hàp.ofi:, poiché quella da tempo immemorabile vantava dignità regale méntre di qua dal Faro altro non eravi che un ducato di Puglia* i principati di Oapua, di Calabria; ecs soltanto fu dopo i famosi Vespri siciliani che Carlo d'Angiò rifugiatosi ;sul continente cominciò a chiamarsi Re delle due Sicilie onde mantenersi il titolo reale *;
Un fatto sintomatico, chédimostra l'incomprensione dei Napoletani e del Governo verso i Siciliariv è il seguente.
Pubblicatosi nel 1838 il volume Biografie e ritratti d'illustri Siciliani morti nel Colera dell'anno 1837 , il giornale napoletano Il Lucifero (5) ad una benevola recensione faceva seguire alcune parole- di rimprovero per lo spirito eccessivamente siciliano dimostrato dagli autori, esaltando invece Una pretesa nazione delle Due Sicilie entro la-grande nazione Italiana, Le gare municipali, purtroppo, son povere, e l'Italia ne ha sofferto, pia infine da nessuna frazione si è detto esservi la nazion Pugliese, la -nazion Milanese, la Toscana, la Romana. Una sola lingua, una condizione geografica, una tradizione ci uniscono. Le gare che la predilezion municipale può far nascere, debbono alfine inalzarsi a più convenevole scopo, quello, cioè, di arrecar migliori vantaggi
(4) rjórd Ctersay od il dMa. M BaccWeucli ;(' Dispaccio n. 221, Napoli, 24 aprile 1839.
(5) Anno I, n. 47, 20 àseembre 1888, m Ì8W87.