Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE ; CROSA DI VERGAGNI MARIO
anno <1933>   pagina <278>
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alle arti, alle scienze, non. che di dar sempre più pregio alle lettere in Italia , E così via.
L'articolo era firmato con le inizia li AU B.
Se tali parole in un giornale Napoletano possono lasciar perplesso per un momento il lettore, Le parole del marchese 0rosa spiegano il piccolo retroscena e danno una. testimonianza preziosa sui desideri dei Siciliani (6).
L antore di questo articolo è un individuo napoletano di cui spero fra breve conoscere il nome preciso. Sento peri, che egE già fosse molto segnalato per le sne politiche feffeisconze durante !Tepoca rivo­luzionaria del 1820. In oggi mi si assicura esser egli nell'intera confidenza del Marchese Delcarretto ministro di Polizia. Forse questo appunto è il motivo per cui si lasciò passare- impunemente dalla revisione suddetto articolo che sembra propriamente ispirato dai confratelli della Giovine Italia (Y), mentre in sostanza pensieri ivi espressi sono chiari abba­stanza in quel senso e l'animosità contro i Siciliani non figura qui che assai leggermente e quasi come occasione e pretesto (8). Viceversa alcuni
(B) ispàcèLo. a. SJSr 'Napoli, 13 aprite 1839.
(7) Più probabile mi sembra elio l'articolo fosse o ispirato' dallo stesso mi­nistro li Polizia. E' noto die anche dorante i moti dal "48 il governo di Napoli si appellò alla Nazione Italiana par combattere i Siófài tannici tf'/tflJMfc
(8) domano.uè stiano realmente le cose, è certo che la famosa polizia napo­letana era spossò cicca, o meglio, inconcludente nella spi stessa severità. Ecco nn fatto tìpico (Dispaccio a. 300. Napoli, 8 novembre 1839) J
Là vigilanza della "uàiiisionè sopra i teatri prinoipàiili queste capitale sembra mollo severa e scrupolosa, specialmente pel gran Teatro di San Carlo, mentre per esempio, ia esso ora venne proibite li rappresentarvi il Mosti e il Guglielmo Teli di Rossini:, come anche: ffi PaMuio, in ùutirià rQrgia di Doni-2gfeiaj ' ;e. 'appena :sf mtìyv-hszmroRo i BupUani di Bellini però assai mutilati. In­tanto però iié.' piccoli teatri di: questa capitate, la censura sembra dormire in­tieramente' re .gì lasciano passare di continuo le più. sconvenienti rappresentanze, cosi in materia di eostKmei. feonie Ài éltfe :p.er esempio nel. jjESrino del Se-bétei pochi glorili sono si recitò un dramma che appena sarebBesi tollerato in Parigi l'indomani delle tre famose giornate di luglio--; ora una completa teoria di rivoluzione, ivi si spacoiavano impunemente, tutte ite: solite; .àéenVpitìggini liberalesche, per esemplo,, he, quando'' gòpranp malvagio, ['insurrezìoìi'. il più sacro de' dovari, òhe i mììitWt tuòni gli devono obbedienza contro i toro c(/nci:t.l:nilini, e finalmente chindevosi lo spettacolo colla morte del Tiranno, in modo veramente brutale, mentre il congiurato uccisore dopo averlo ferito ed *tr terrete, ancora vilmente lo calpestava, e a questa sceno .rivoltante immensi fu­rono gli applausi della goffa platea, per; jff anzi dovettero gli attori rialzare il sipario, e ripeter nuovamente là suddetta scena. Giova il credere clte tatto ciò sia senza conseguenza ossia nella Indole affatto barbara di un popolacelo igno­rante e sfrenato. Trovandomi col principe di Cassaro gli raccontai accademica­mente questo fattarello ohe a lui parve meritevole di osservazione e' per cui si mostrò dolentissimo, accusandone U sistema assurdo o capriccioso del suo Col-