Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE ; CROSA DI VERGAGNI MARIO
anno <1933>   pagina <284>
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Carmelo Tràétàlli
Il quinto. Conte dell'Aquila, serve nella marina ed è 11 solo che abbia al­meno l'aria dì Odcuparsl in qualche cosa; ma. pw sento dirti che egli lo faccia a suo contraggenio e unicamente perché cosi vuole 11 Re suo fratello, che in oggi sembra molto curarsi dèlia sua marina e cerca di darle rutto pos­sibile rilievo facendole fare frequenti evoluzioni .a,eoi egli assist** in persona. Generalmente 11 grau male li questa Eeal famiglia si è il poltrire nell'ozio e di essere si poco unita. L'ultimo del fratelli di 8. M. Il Conte d tèrapaui che ha soli 12 anni trovasi ora la Roma nel Collegio dei Padri' Gesuiti.
Ho inteso in tutta confidenza (a proposito di quest'ultimo) un curioso aneddoto da un personaggio assai rispettabile. Il Duca li Saxe-Weimar. che appunto parti da Napoli ultimamente-.. Egli nife .diceva. <.jne g. M. Il Ite : stesso una volta parlandogli della determinazione da lui presa di mandare quel giovine suo Fratello al Collegio del Gesuiti In Roma gli soggiunse come scherzando : almeno cosi vi 9arù 110 !PfiMw* Fféinigtta axiai.ov.no ìim educato. Questa scappata semiseria, mentre onora per una parte 11 buon senso e retto giudizio di S. M non lascia d'altronde di far luogo a gravi riflessioni sullo stato deplorabile di questo paese che= deriva appunto dalla natia rozzezza ed ignoranza generale cominciando dalle classi le più elevate...
Mi... Confidenziale 73. Napoli, 19 novembre 1838.
- In sostanza malgrado la estrema riserbàtezzà con cui si è proceduto finora dal Governo di Napoli' le sue intenzioni riguardo alla Sicilia sembrano ornai manifeste abbastanza dai pochi atti già emanati i quali se non ledono apertamente veruno di quel privilegi ed esenzioni di cui sinora la Sicilia ha goduto particolarmente, annunciano però la massima addottati di ridurre quell'Isola per quanto è possibile a condizione di vera: provincia analogamente alle altre dei R. pominj di qua dal Faro;"Ueeo; ti vero punto della quistlone in cui, se il Govèrno saprà, regolarsi con tutta prudenza e politica fermezza fórse potrà riuscirvi col tempo gradatamente. Conviene però osservare qua! sia. la precisa indole del sistema che questo governo vorrebbe imporre alla Sicilia, mentre non è già questo uno spirito suo naturale e pàtrio derivante dalle indigene tradizioni secolari, ma bensì piuttosto un retaggio casuale della occupazione militare francese sotto il decennio di Marat : quel regime violento; non durò qui se non quanto occorreva per distruggere ma non quanto sarebbe stato necessario per rledifleare: afta! forza imponente della conquista lo stabi­liva nel solo regno di Nai>oll senza però menomamente farlo penetrare in Sicilia, ove rimaneosi tuttóra l'antica dominazione. Terminato il periodo della