Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE ; CROSA DI VERGAGNI MARIO
anno
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1933
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292
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202
Cannato TrasseBi
N. 227. Napoli, 9 maggio 1889.
mW Balle ulteriori nótMe pervenutemi riguardo n Mona. Code, confessore di 8. M. ciré orfr trovasi a Roma, risulterebbe non esser vero eie sia egli caduto in disgrazia del Re,; come si credè qui assai generalmente. Piuttosto sembra che il detto prelata fàjarienendo all'ordine religioso del 8. 8. Redentore ossia del Lìguorini, 'SI cui fondatore il Beato Alfonso* verrà ora santtfiV calo dal sommo Pontefice; in tale circostanza siasi recata anch'egll a Rama ed anzi che sia stato da 8. M. Siciliana incaricato di presentare alla Santa Sede una vistosa somma troal pia retribuzione, avuto riguardo all'origine di detto Santo che fu nel Regno di Napoli come pure altri due che verranno egualmente compresi in détta santificazione. Questa mi sembra finora la più probabile versione in mezzo alle infinite dicerie che si fecero: fc si fanno tuttora, e a fronte dell'opinione di varie persone anche di Corte quali si credono-bene informate, lina di quéste mi narrava jeri minutamente tutte le supposte circostanze del malcontento di S. M. contro di Monsignor Code e la intima-zdone che dicasi data al medesimo di partire quanto prima. Questa persona d'ogni eccezion maggiore per' tutti ;ì riguardi sembrava pienamente persuasa
vince vuole il denaro, se perde va dupplìcando la somma, e protrae fino all'indomani in modo, ohe fi Inoro sia su.Qi e ohi parlava diceva che il Marchese Forcella fu quasi ogni sera, così servito, ma che per bri non vi era male potendosi rilare nell'amministrazione di questi reali sili, come in un modo, od in un altro sapevano trovar mezzi di rifarsi: >; [altri suoi pariantó di Napoli;; ed! in. vero, pria d'ora in questo senso me ne avea parlato lo stesso Marchese, che per altro non fu così impudente di parlare della seconda parte di quanto sovra.
Per quanto ho poi sentito sulla Sua màiiia di gran generale;, e letterata mi si disse che appunto per questa sua ipresunzione disgusta di troppo le truppe colle sue forzose marcie, colle Ante battaglie, essendovi in essi successi vari sconcerti, gravi ferite ed essendo hen spesso nella successiva notte mancato ai vivi; qualche soldato, come sowenti nelle suo : corse-, marittime espose aj cattivi: momenti le squadre.,.,.
Che dessa M. 8. sia poi di eccellente cuore intesi io stesso nella festa he le diede il Duca Serra di Falco (nella quale procurai Sempre starei vietilo facendo il Curioso con chi ballava) dire a, due napoletani che aveva al fianco -voglio render contenti questi allegri abitanti, ledete che brio, che belle feste danno alla mia eposa.
In una parola di onore eecèHentèi dite .vaine disposizioni pria (ti qain*l8Mè> ottime per la Sicilia, se però lai suo. ritorno in Napoli non gli faranno scorderò quanto ha spontaneamente prescritto, ma so continua ad essere circondato come è da persone elio non. pensano ohe al proprio lucro coi due apparenti difetti, elio qui chiamano follia mai potrò: accaparrai 'J'nniano dèi sudditi Uèt TondeiL felici come il nostro bel Piemonte .