Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE ; CROSA DI VERGAGNI MARIO
anno <1933>   pagina <293>
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WerànuMido // di Napoli visto (fo im diplomatico piemontese 293
di un recente fatto gravissimo di cui si accuserebbe monsignor Code quello cioè di adersi preso una forte somma di danaro da eerta sua creatura per ottenere da S. M. la e*,afcione dì un impiego assai lucrosa a favore della medesima. Ora di tal accusa già abbastanza criminosa 'd3- sua natura; fcro-vandomi poi a riparlarne accademicamente con altro soggetto egualmente iCteguissiuM) egregio per ogni visto, insomma il non plus ultra dell* rettitu­dine, quest'ultimo mi rispose come in aria; di scherzo : eh queste mn 'VHt0<ùth da ménte: se damerò 8. M. avesse voluto licenziare Mons. Oocle ogni volta ee ha mangiato (cioè preso danari) già da gran tempo non sarebbe più in corte. Io protesto che non intendo di aggiunger sillaba del mio a queste enormi imputazioni non conoscendo abbastanza finora la verità delle cose; soltanto ne accenno fedelmente il racconto isterico, attesa la qualità delle cose e la dignità dei personaggi da cui le ho intese. !Sè non altro, ciò sempre potrà servire come caratteristica Idea dei costumi di questo bel paese e della pro­fonda demoralizzazione che pur troppo vi regna. Forse si potrebbe per ana­logia inclinare a. credere qualche cosa di quanto sopra, argomentando da altre consimili circostanze per esempio la riputazione arcipessima e pubblicamente diffamata di varie altre persone che pure sono ai fianchi di S. M. e ne godono tutta la confidenza, delle quali già alcune purtroppo ho dovuto conoscere io stesso dal breve tempo di mia dimora in questa capitale...
X.
N. 229. Napoli, 13 maggio 1839.
... L'educazione dei Padri Gesuiti non sembra godere di alcuni favore presso il ministero degli Affari Interni. Il Be dimostra proteggerli in appa­renza, ma realmente direbbesi piuttosto ch'egli ne sta molto in diffidenza.
A questo proposito intesi un fatto singolare della -d.t cui autenticità non potrei dubitare. 11 Principe Filangerì raccomandava a S. M. un individuo per la nomina di professore a certa cattedra, e nel fame l'elogio soggiungeva esser quello specialmente conosciuto e stimato dal PP. Gesuiti. A tal espressione mi vien assicurato che il Be si mettesse e ridere e che abbia risposto al P.pe Tftlangeri ; tu non conosci abbastanza quei capi d'operji. Oiò varila dire) ohe i Gesuiti nel raccomandare quel soggetto, cercano cosi M. Mberardenè, op­pure ci avranno qualche altro secreto mulino. Ho citato questo annedoto, attesa la certezza con cui rinvenne a mia cognizione.