Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1933>   pagina <337>
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Gorkia oMoveiitesca 337
bligatl ad inveire contro i Cittadini, ad invadere le loro proprietà, n mano­mettere l loro hwilienubiii diritti, a pronunciare la loro morte pur anco, quando dall'imperante fosse richiesta per qualsivoglia causa, sotto, qualunque pretesto d'una legge emanata dall'uomo contrarla a quella di Natura, a quella di Dio.
I militari dovrebbero adoperare il ferro contro 1 propri! cittadini, contro il padre e la madre, contro- la moglie ed f figlia contro i fratelli, gli aniiei, contro tutti quelli che la natura ha congiunto nei vincolo del sangue e del­l'amore, vincolo che non può mal esser spezzato dall'uomo, perchfc sta scritto che: l'Uomo non possa mai separare ciò die Dio ha congiunto.
I Sacerdoti Ministri di Dio e quindi angeli di pace di fratellanza e di amore per esser fedeli al giuramento dato ad un sovrano usurpatore, dovreb­bero mentire la loro santa missione, farsi delatóri, corrompere la parola di Cristo e farla servire alle mene politiche, ai raggiri, alle crudeltà che in nome della religione verrebbero commesse, ove potesse aver forza d'obbligare un giuramento che non può essere domandato, uè emesso in via di diritto natu­rale base e fondamento di qualunque positiva legislazione.
E' quindi da tante assurde conseguenze evidente: esser falso il principio che il giuramento implicitamente od esplicitamente emesso contro il diritto di natura o delle genti abbia forza d'obbligare, è evidente che quelli che hanno giurato non possono, non devono mantenere il giuraménto, e che sarebbero anzi spergiuri innanzi a Dio, innanzi alla propria coscienza, innanzi alla uma­nità, óve titubassero ancora a togliersi francamente dalle idee e dai sentimenti d'una lunga schiavitù.
Queste parole; io non le dico ai veri italiani che non ne hanno bisogno, non a quelli che tali- sono divenuti e che datano dal Marzo 1848, ma ai miei cari Triestini e Goriziani, alla diletta Istria, ai miei fratelli Dalmati, ai quali non è nuova la min vote, e, passo dirlo con uni santo orgoglio pel mio patriottismo non è nuovo il mio nome.
A tutti quindi i jjerJfcanti Italiani, se ancor non fossero, io dirigo questo pubblico invito : 0 di smentire la min preposizione, o di riconoscerne la verità, e di agire in conformità. <d questa.
Potrei aggiungere al ;0a;ttol5i ohe l] Grande del Secolo ha benedetto alla Crociata Italiana e con ciò stesso prosciolto d'ogni giuramento di fedeltà gli italiani che una infernale politica aveyn. fermato di abbrutire.
Date quae sunt Oaesaris Caesort* quae snnt Del Deo.
Udine 12 Aprii.-- 1848.
Il Cittadino Mi-. Votronio