Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1933
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pagina
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350
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350
Rmiort MMrUì Costar
Ceriti e prigionieri tra cui il pittore Ippolito Caffi, ohe rifugiatosi i. una casa, per cercar scampo dall'incendio ohe gli austriaci avevano appiccato a tutto il paese, cadde nelle loro mani.
Il pittore-patriotta, cosi narrò la sua disavventura, in una lettera, ròsa pubblica allora (G),
.... appena mi videro egli dice mi misero un laccio al colilo, min-saltarono con ogni sorta di brutalità, mi derubarono, mi percossero come Cristo alla colonna. Rimasto quasi nudo; si disponevano di appiccarmi ad una trave che da un muro sporgeva alquanto; quando vi giunse un generale, 11 quale impedì che nou venisse commesso quell'atto nefando..
Mi legarono Insieme ad un altro, e si strettamente, che patimmo inarfcirU immensi : indi ci misero in mezzo di dieci croati, e a calci, a pugni, a schiaffi r ci spinsero lungo la via che da Jalmico mette a Romans, attraversando tutte* il campo, stanchi e sfiniti dal oratole bersaglio e dalle incessanti piattonate che ci piombavano da ogni parte. .Finalmente a tre ore di notte giungemmo a Romans, ove una pressa di popolo ci attendeva, come se noi fossimo un serraglio di bestie feroci, per insultarci, e con grave fatica potemmo scappare dal furore di quei forsennati, proteggendoci i granatieri del Kinschi, feroci manigoldi anch'essi, i quali ci Cacciarono in una lurida stalla, ove giacevano altri quaranta infelici, ridotti agli estremi della vita. Cademmo a terra, estenuati dai patimenti, vinti e oppressi assai più dai dolori morali che fisici....
Il mattino vegniente una calca di popolo più furibonda ancora ci atten deva per rinnovare i loro insulti....
Eravamo tutti Incatenati per proseguire il nostro Calvario, e quanto più-d avvicinavamo a Gradisca e Gorizia, e pia il popolo e la plebaglia si affollavano sulla strada per ripetere le solite abhominevoli maledizioni, per ispu-tarai in. faccia e coprirci di ogni vile immondizia....
Arrivati in Gorizia. 11 furore non. ebbe più ritegno : uomini e donne, plebe e signoria, tutti s'Invilirono, tutti ripudiarono alla loro dignità per istallarci con atti vili ed infami, sputandoci In faccia e percuotendoci in modo che dalle1 lividure non si aveva più forme umane. FS le scorte del Croati'bastarono per
(0) Veggasi : Nv TOMMASEO, Venezia negli anni 1848 e 1849. Memorie storiche inedite con aggiunto dì documenti <*' e profazioni e note di Paolo Prona*, Firenze, 1931,.