Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1933
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pagina
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361
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norma, ottòcentfàùa S6i
Ntìi di IH del mese [irosa, pass, di caia memoria Gorizia ad. esemplo d'altre citta si fa sollecita a celebrare il fausto avvenimento dell'unione dal nostro Impero colla Germania in seguito alla nomina di sua Alt. tmp. l'Arei-duca Giovanni a Vicario dell'impero Germanico. Gorizia ohe conosce questo principe veramente popolare e fornito delle più eminenti qualità di mente e di cuore, non potè non udire col massimo giubilo la nuova1, /fine' il Parlamento in Francoforte ove siedono pare 1 suol deputatili, con maggissimo aeeorglineiito innalzava 11 riverito ed amtp. jrei9uca a questo sublune seggio.
La .festa fu annunziata la sera avanti li detto giorno dal fragore de cannoncini e mortaretti appostati sogli spaili dei castello.. : dai suono de sacri nronzi delle Chiese principali. All'alba poi del giorno Stèsso avvisarono nuovi pari gli abitanti che ini quel punto moveva un drapéllo della vigilantissima nostra Guardia nazionale dalla piazza Trounik verso il castello onde inalbe Torvi lo stendardo tricolore germanico in vista di tutta la città.
Per disposizione del municipio si celebrava alle 10 antimeridiane nella Cattedrale da Monsignor Arcivescovo un servizio divino a cui intervenne buon numero di cittadini d'ogni classe oltre a pubblici i. i. r. r. funzionari ed all'autorità militare. I punti salienti della funzione furono distinti da salve di mosehetterla d'un distaccamento della Guardia nazionale in uniforme schierato colla banda musicale sulla piazza del Duomo. Durò la funzione due ore; tempo forse troppo lungo per assisterci senza un sacro sermone con niente rac-colta anche a chi abbia ottima volontà <1i pregare, massimamente se tìmpani, e trombe col loro frastuono t'assordano e aumentano gli oggetti di distra-ione che in tali occasioni mai non mancano nelle Chiese.
Il di che arrise propizio sul mattino, s'intorbidì, al meriggio recandoci una pioggia dirotto; che rinfresco bensì l'aria ma che nel vicino Cogllo accompagnata da fitta grandine gettò la costernazione lira varj villaggi distruggendovi le ridenti speranze de miseri coloni. Dileguatosi il turbine avemmo una sera. che se dalla frescura faceva congetturare la disgrazia pur troppo accaduta. era non di meno favorevole alla chiusa della festa.
Sùbito dopo II tramonto del Sole si vide la Guardia nazionale nel pieno suo numero di sei compagnie con banda e fiaccole recarsi in piazza del Duomo ad attendere il vessillo cui andò levare eletta schiera di militi dal castello per portarlo per le contrade della città. "Schieratasi alone la Guardia sulla piazza Traunik furono eseguiti vnrj pezzi di musica, e intuonntosl l'inno nazionale Austriaco gl'i applausi e evviva si éainatlsslmo nostro Sovrana che al degnissimo di Lui zio l'Arciduca ora Vicario dollnpQro <erraaxÌ6o dopo ogni strofa pan avevano fine che a notte molto awanzata. 11 popolo accorsovi in folla ed t funzionar] de pubblici dicasteri vi facevano eco fedellasimamente.
Cosi passò, un giorno salutato qual foriero d'incalcolabili vantaggi per l